CA. STOMACO: NUOVA TECNICA ITALIANA SI ISPIRA AL GIAPPONE
CA. STOMACO: NUOVA TECNICA ITALIANA SI ISPIRA AL GIAPPONE
CONVEGNO DOMANI A MILANO

Milano, 30 mag. (Adnkronos Salute) - Imparare a trattare il cancro dello stomaco dal Giappone, Paese che presenta un'incidenza particolarmente rilevante di questa patologia. La tecnica asporta 'in toto' l'organo malato (gastrectomia totale) e pratica una rimozione 'allargata' dei linfonodi circostanti (linfoadenectomia D4). Con una 'marcia' in piu': la via laparoscopica, meno invasiva, invece di quella tradizionale 'in aperto', e sfruttando il bisturi a ultrasuoni. E' l'invito 'pionieristico' rivolto oggi, a Milano, dal professor Cristiano Huscher dell'Ospedale S. Giovanni di Roma, nell'ambito della conferenza stampa di presentazione del congresso ''Tecnica e tecnologia: chirurgia open e laparoscopia in diretta'', in programma domani all'Ospedale Niguarda di Milano.

''Personalmente - afferma il professor Huscher - a partire dal 1994 ho trattato 76 casi di cancro gastrico con la tecnica giapponese, utilizzando pero' non la via 'in aperto', bensi' quella laparoscopica. Dispongo pertanto di dati provenienti da un accurato follow-up di tre anni, recentemente presentati alla Societa' americana di Chirurgia Endoscopica, che dimostrano come la sopravvivenza a tre anni garantita da questo approccio sia sovrapponibile a quella del metodo giapponese tradizionale''. Ma anche l'esempio giapponese 'in aperto', continua l'esperto, e' ancora scarsamente seguito in Europa, dove ''il tumore gastrico viene trattato chirurgicamente rimuovendo lo stomaco e solo le catene linfonodali piu' vicine (linfoadenectomia D1 o, al massimo, D2)''.

''La laparoscopia - aggiunge Huscher - e' un approccio chirurgico alquanto avanzato, che comporta l'esecuzione a livello dell'addome di 4 fori di 9 millimetri ciascuno e l'impiego di una tecnologia all'avanguardia''. La metodica, infatti, ''e' attuabile grazie alla disponibilita' di una telecamera ad alta definizione che ingrandisce i particolari di otto volte''. Una tecnica che rende possibile, sottolinea, la videochirurgia, ''il metodo migliore per insegnare e imparare ad operare''. Una tecnica il cui valore e' confermato dal professor Raffaele Pugliese, primario chirurgo dell'Ospedale Niguarda di Milano e presidente del congresso di domani: ''Bisogna offrire alla gente l'intervento migliore. La tecnologia ci viene in aiuto e l'esperienza la sa sfruttare''.

(Red/Adnkronos Salute)