NANOTECNOLOGIE: UN CHIP PER L'ANGIOGENESI TERAPEUTICA
NANOTECNOLOGIE: UN CHIP PER L'ANGIOGENESI TERAPEUTICA

Una ricerca americana indica la strada delle nanotecnologie per la cura di chi ha subito un infarto. I chip del futuro faranno crescere nuovi capillari nei tessuti danneggiati del nostro cuore

Columbus (Ohio), 26 settembre. Nel prossimo futuro gli attacchi di cuore potrebbero essere meno mortali di quanto non lo siano ora. Il merito ? delle micro e nanotecnologie che si stanno mettendo a punto da alcuni ricercatori dell'Ohio State University. Qui infatti gli scienziati stanno cercando il modo per far 'riparare' e ricrescere i piccoli vasi sanguigni danneggiati dagli attacchi di cuore, attraverso un processo chiamato angiogenesi terapeutica. "I nostri corpi gi? contengono cellule che favoriscono la crescita di nuovi vasi sanguigni - ha detto Nicanor Moldovan, scienziato dell'Ohio State's Biomedical Engineering Center and Heart and Lung Institute -. Baster? quindi usare questo tipo di cellule per creare una sorta di 'semi' per vasi sanguigni in laboratorio, e poi rapiantarli quando necessario nel corpo". I risultati iniziali di queste ricerche sono stati presentati ieri in occasione dell'inaugurazione della BioMEMS and Biomedical Nanotechnology World 2000 Conference. Moldovan ha precisato che i suoi progetti per la crescita di capillari in tessuti di coltura da impiantare nel corpo umano richiedono ancora un po' di tempo, vista la complessit? del procedimento, ma la strada tracciata ? quella giusta. 'Il nostro approccio - ha infatti aggiunto - sembra proprio essere quello giusto, anche se siamo solo all'inizio". Nei primi risultati, infatti, Moldovan e i suoi colleghi hanno dimostrato che le cellule endoteliali, quelle che dovrebbero essere utilizzate come 'semi', riescono a crescere in laboratorio, nella superficie scavata di un gel trasparente. Il prossimo passo sar? quello di ottenere lo stesso risultato dentro o sulla superficie di stampi di silicone che simulano la struttura dei capillari. Se le cellule endoteliali dovessero assumere la forma dei capillari, potrebbero, un giorno, essere trapiantate. Moldovan prevede che un giorno i capillari potranno essere impiantati nei tessuti del cuore attraverso micromacchine chiamate 'angiochips': una volta eseguito l'innesto, il chip inizierebbe a riparare i danni causati dall'attacco di cuore.

(Red/GC/Adnkronos Salute)