GEMELLI: PER MARGHERITA SOSPETTO INFEZIONE SANGUE
GEMELLI: PER MARGHERITA SOSPETTO INFEZIONE SANGUE
MIGLIORANO I FRATELLINI, MAMMA DIMESSA OGGI

Milano, 27 set. (Adnkronos Salute) - ''Le condizioni cliniche dei cinque gemellini sono globalmente in lieve miglioramento. Desta maggiori preoccupazioni Margherita in cui si sospetta una infezione del sangue. La mamma Mariella e' in buone condizioni di salute, e' serena, ha iniziato l'allattamento e l'obiettivita' clinica autorizza la dimissione, che avverra' in data odierna''. Cosi' recita il bollettino medico letto oggi alle 12.00 ai giornalisti dal direttore sanitario dell'Ospedale Niguarda di Milano Alberto Zoli.

''I cinque gemellini - ha poi spiegato Zoli - sono globalmente in lieve miglioramento, soltanto Margherita, la prima nata, desta maggiori preoccupazioni per una sospetta infezione del sangue, per cui sono in corso gli accertamenti microbiologici. Michele e' stato estubato giovedi' scorso, non e' piu' sottoposto a ventilazione meccanica ma respira autonomamente assistito da una macchina che, mediante cannule nasali, lo aiuta a tenere distesi i polmoni. E' prevedibile - ha aggiunto il direttore sanitario - che nei prossimi giorni anche Marta e Rosa Maria possano essere estubate dato il lento ma progressivo miglioramento del quadro respiratorio''.

Per quanto riguarda il peso, Margherita e Marta sono le piu' leggere (entrambe 430 gr), seguite da Rosa Maria (440), Michele (495) e Connie, la piu' 'pesante' con 530 gr. Tutto bene dunque? ''Usando una metafora - ha risposto il dottor Stefano Martinelli, coordinatore dell'attivita' clinica del parto gemellare del Niguarda - siamo solo all'inizio del Giro d'Italia, alla seconda tappa. E' vero che siamo in testa al gruppo, ma ci aspettano i 'tapponi' dolomitici (ovvero le infezioni)''. Come quella, appunto, che ha colpito la piccola Margherita.

Quanto alla mamma, ha precisato Zoli, ''oggi lascera' il reparto e raggiungera' altre cinque mamme e sara' ospitata in una stanza vicina a Terapia intensiva e neonatale. E', questo, un servizio che l'azienda ospedaliera gia' prevede per i casi difficili. Quanto al tempo, dipendera' dai piccoli, e comunque si parla di mesi''.

(Bos/Adnkronos Salute)