IPERTENSIONE: SCOPERTA ITALIANA SU ORIGINI GENETICHE
IPERTENSIONE: SCOPERTA ITALIANA SU ORIGINI GENETICHE

Padova, 18 mar. (Adnkronos Salute) - Origini genetiche per le malattie cardiovascolari, e in particolare per l'ipertensione. A provarle sono stati due gruppi di ricercatori, quello della Clinica medica 4 dell'Universita' di Padova guidato da Achille Pessina, e quello della Clinica medica dell'Universita' di Pisa guidato da Antonio Salvetti, in uno studio, che sara' pubblicato domani sul Journal of the American College of Cardiology. I ricercatori hanno infatti scoperto e dimostrato che soggetti affetti da ipertensione arteriosa lieve-moderata e portatori della variante CT-786 situata nella regione regolatrice del gene eNOS (un gene che codifica un enzima fondamentale per la deriva dalla sintesitizzazione dell'ossido nitrico - NO - da parte di un enzima, e che e' altamente variabile nella popolazione in quanto presenta numerosi polimorfismi), cioe' nella parte del gene piu' importante per la regolazione e la trascrizione del gene e quindi per la sintesi dell'enzimaa proteina, presentano una ridotta risposta vasodilatatrice dell'avambraccio all'infusione di acetilcolina.

Questo dimostra - si legge in una nota dell'universita' di Padova - che gli ipertesi che hanno ereditato questa variante del gene eNOS producono meno ossido nitrico nell'endotelio vascolare e pertanto sono geneticamente predisposti a sviluppare ipertensione e malattie cardiovascolari. Una ipotesi, questa, indagata dai ricercatori su circa 1300 pazienti sottoposti a coronografia per scopi diagnostici.

Si e' potuto cosi' dimostrare che esiste una associazione tra la stessa variante genica di eNOS (C-786) e la presenza di placche aterosclerotiche coronariche determinanti ostruzioni severe a carico di due o tre vasi principali del cuore. Insomma, avere ricevuto in eredita' dai genitori la variante del gene eNOS che predispone a formare meno ossido nitrico aumenta il rischio di sviluppare nel corso della vita una grave ed estesa malattia coronarica. Se poi questa variante si associa ad altri fattori di rischio acquisibili, quali l'ipercolesterolemia, il fumo, l'obesita' e il diabete, essa determina certamente abbiamo un ulteriore aumento di probabilita' di sviluppare coronopatia grave.

(Sal/Adnkronos Salute)