SALUTE: SCALE PERICOLO NUMERO UNO, 368MILA INFORTUNI L'ANNO
SALUTE: SCALE PERICOLO NUMERO UNO, 368MILA INFORTUNI L'ANNO
ERBA (ISPESL), PRONTO PRIMO IL DECALOGO PER LA SICUREZZA

Roma, 18 mar. (Adnkronos Salute) - Sono le scale il pericolo numero uno fra le pareti domestiche. ''In Italia la prima causa di morte da infortuni in casa e' la caduta accidentale, e la scala e' l'agente materiale associato al maggior numero di lesioni, con 368.000 casi di capitomboli, scivoloni e urti ogni anno''. Parola di Patrizio Erba, responsabile dell'Osservatorio epidemiologico nazionale sugli ambienti di vita insediato presso la direzione generale dell'Ispesl. L'esperto, a margine del Convegno tenutosi oggi al Cnel, spiega all'Adnkronos Salute come scale fisse e mobili rappresentino un'insidia soprattutto per gli anziani. ''Solo nel '98 le cadute dalle scale si sono rivelate letali per circa 137 uomini e 112 donne. I primi, dunque, risultano piu' esposti, anche per via dell'abitudine a svolgere piccoli lavori di riparazione o manutenzione nelle abitazioni''.

Ferite alla testa e fratture agli arti sono fra le conseguenze piu' comuni di un infortunio che ''produce in media 20 giorni di limitazione dell'attivita' domestica e 6 giorni di permanenza a letto''. Proprio pensando alla sicurezza dei cittadini, un gruppo di esperti dell'Osservatorio ''e' al lavoro per mettere a punto le prime linee guida per scale sicure''. Il risultato preliminare e' stato presentato oggi ed esamina sia le caratteristiche tecniche e il modo d'uso di questi attrezzi. Fra le indicazioni degli esperti: collocare le scale su superfici piane, mai vicino a porte o finestre a meno che non siano ben chiuse; in salita e discesa tenersi sempre con una mano; non superare il terz'ultimo gradino; mai mettersi a cavalcioni della scala o salire in due; indossare sempre scarpe resistenti e a suola piana: 'vietati' sandali, tacchi, pantofole e piedi nudi. ''Pensiamo di abbinare il libretto con tutte le indicazioni opportune alle scale nuove vendute nei negozi, per prevenire gli infortuni. I costruttori si sono detti d'accordo, ma servono fondi'', conclude Erba.

(Mal/Adnkronos Salute*)