NEONATI: I PEDIATRI, CURE SOFT PER RIDURRE DOLORE IN PREMATURI
NEONATI: I PEDIATRI, CURE SOFT PER RIDURRE DOLORE IN PREMATURI
L'IPOTESI, POSSONO 'MEMORIZZARE' SOFFERENZE

Assisi, 21 mar. (Adnkronos Salute) - Cure soft per minimizzare il dolore nei bambini prematuri che, al contrario di quanto si pensava qualche anno fa', sono sensibili alle sollecitazioni esterne. E' l'obiettivo dei medici della Societa' italiana di pediatria, riuniti ad Assisi per le giornate umbro-lombarde di neonatologia e pediatria, che registrano un nuovo modo di assistere i neonati, sia quelli a termine sia, a maggior ragione, i piccoli nati prematuramente.

''Nel nostro incontro - spiega Giovanni Pastorelli, presidente del Congresso e Primario di Pediatria a Mantova - diamo ampio al dolore dei piccoli. Fino a qualche anno fa si riteneva che i neonati, in particolare i prematuri, non provassero dolore. Oggi si sa che non e' cosi' ed addirittura si ipotizza che possano memorizzare il dolore. Quindi ogni intervento medico viene oggi ripensato in base a quanto dolore puo' produrre e a come fare per minimizzarlo. Inoltre, compatibilmente con il regime di terapia intensiva al quale i neonati pretermine sono necessariamente sottoposti, si cerca di creare loro le migliori condizioni ambientali possibili, compresa la non interruzione del rapporto e del contatto fisico con la madre''.

Insomma cambia il modo di assistere. ''Oggi - afferma il Giorgio Rondini, responsabile della Commissione cultura della Societa' italiana di pediatria e Direttore della clinica pediatrica dell'UniversitA' di Pavia - bambini che hanno avuto una gestazione di sole 25 - 28 settimane (contro le 40 normali) riescono non solo a sopravvivere, ma a limitare al massimo i deficit derivanti dalla nascita prematura. Cio' e' dovuto certamente ai grandissimi progressi tecnici e scientifici degli ultimi anni, ma anche ad una cultura diversa dell'assistenza che si sta sempre pi sviluppando in tutta l'area pediatrica ed in particolare tra i medici e gli infermieri''. Un bambino prematuro necessita inevitabilmente di interventi medici spesso invasivi e quindi dolorosi. (segue)

(Com-Ram/Adnkronos Salute)