SALUTE: 3 MLN DI ITALIANE INCONTINENTI, SPORTIVE PIU' A RISCHIO
SALUTE: 3 MLN DI ITALIANE INCONTINENTI, SPORTIVE PIU' A RISCHIO
COLPITI ANCHE 500 MILA UOMINI, ECCO LE NOVITA' PER GUARIRE

Milano, 26 ott. (Adnkronos Salute) - Nell’armadio hanno solo abiti larghi e scuri. Si vergognano degli altri e tendono a isolarsi, evitando la vita di societa’ e i viaggi troppo lunghi. Preferiscono chiudersi in casa, e se sono costretti a uscire appena arrivano a destinazione cercano di localizzare con la coda dell’occhio la toilette piu’ vicina. E’ il ‘ritratto’ delle persone che soffrono di incontinenza urinaria: in Italia 3 milioni di donne ‘over 35’, circa una su cinque, e piu’ o meno 500 mila uomini.

Si tratta di un disturbo al femminile - hanno ricordato oggi a Milano gli esperti della Societa’ italiana di urodinamica (Siud), di ritorno dal 28esimo Congresso nazionale Siud svoltosi a Udine - piu’ diffuso dopo il parto e in menopausa e molto piu’ frequente tra le sportive di professione: ‘’Anche da giovanissime sono sottoposte a sforzi enormi - hanno spiegato i medici - e sono colpite nel 26% dei casi contro il 6-8% delle coetanee che non fanno sport agonistico’’.

La forma piu’ diffusa di incontinenza urinaria e’ infatti quella cosiddetta ‘da sforzo’, legata a movimenti che aumentano la pressione interna all’addome e che, ‘’con pesanti conseguenze sulla qualita’ di vita della donna, puo’ manifestarsi anche durante i rapporti sessuali’’, ha riferito il professor Francesco Pesce, presidente della Siud e urologo al Policlinico di Verona. C’e’ poi l’incontinenza urinaria ‘da urgenza’, dovuta a contrazioni involontarie della vescica. In generale ‘’i numeri del problema sono altissimi, anche se per pudore e imbarazzo solo una minoranza chiede aiuto al medico’’. Invece le terapie ci sono e sono efficaci, hanno avvertito gli specialisti: dalla ginnastica preventiva o curativa, che ‘allena’ o rieduca i muscoli del basso ventre (perineali), alla moderna chirurgia soft, alle iniezioni di sostanze chieste in prestito alla chirurgia estetica (collagene, silicone, acido ialuronico e addirittura il botulino), ai nuovi farmaci fino ad arrivare a veri e propri ‘pacemaker vescicali’ per i casi piu’ gravi. (segue)

(Opa/Adnkronos Salute)