SMOG: STUDIO ITALIANO, POLVERI ULTRAFINI 'KILLER' PER IL CUORE (2)
SMOG: STUDIO ITALIANO, POLVERI ULTRAFINI 'KILLER' PER IL CUORE (2)
L'ESPERTO - WEEK-END A PIEDI NON BASTANO, SERVE PREVENZIONE

(Adnkronos Salute) - Purtroppo ‘’i livelli atmosferici di queste particelle ultrafini non sono misurabili - ha precisato Mannucci - perche’ con le tecniche a nostra disposizione possiamo dosare al massimo il Pm2,5 e non le polveri piu’ sottili’’. Il parere dell’esperto e’ comunque che il blocco del traffico o le targhe alterne siano solo ‘’misure occasionali, insufficienti, per porre rimedio al superamento dei livelli soglia. Bisognerebbe piuttosto pianificare strategie di tipo preventivo, interventi molto piu’ articolati’’.

Al congresso Simi, ha riassunto lo specialista, si e’ anche parlato dei benefici dell’attivita’ fisica: ‘’Un po’ la ‘panacea di tutti i mali’’’, ha affermato, assicurando che ‘’20-30 minuti di camminata a passo sostenuto, ripetuti due o tre volte alla settimana, aiutano a prevenire non solo le malattie cardiache ma anche i tumori e perfino gli interventi di asportazione della cistifellea’’. Ma sui benefici dello sport all’aperto (‘’che si mantengono anche quando l’aria non e’ pulitissima’’, e’ convinto Mannucci) ‘’non si fa abbastanza ‘pubblicita’ progresso’. E in questo senso sono utilissimi ‘testimonial’ come Prodi che va in bicicletta o Berlusconi che fa jogging’’.

A Palermo, ha concluso il nuovo presidente della Simi, si e’ infine discusso della necessita’ di soccorsi piu’ rapidi alle vittime di ictus (Stroke unit e farmaci trombolitici entro 3-4 ore); delle speranze della terapia genica contro emofilia, talassemia e fibrosi cistica (mille sperimentazioni in corso nel mondo), ma anche contro tumori e malattie cardiovascolari; del rischio di morti da caldo; dell’esistenza di febbri misteriose le cui cause restano ignote nel 30% dei casi; di test genetici (‘’spesso abusati’’); di statine anti-colesterolo (‘’forse ne esistono troppe, ma sono farmaci salvavita’’) e di Ecm. ‘’La formazione medica continua e’ subito diventata un grande business - ha commentato Mannucci - Si cerca di evitare il conflitto di interessi impedendo alle aziende farmaceutiche di fare i provider e costringendo i relatori a dichiarare di non avere alcun rapporto con l’industria, ma poi sappiamo che ci sono ‘provider-ombra’ delle aziende e che molti medici, per forza di cose, sono consulenti delle industrie. Sono ipocrisie all’italiana. Forse bisognerebbe distinguere tra vari tipi di rapporti: un conto e’ una consulenza, un altro la compartecipazione a un brevetto’’.

(Opa/Adnkronos Salute)