SANITA': CGIL MEDICI, NO A LIMITAZIONE ACCESSO MEDICINA GENERALE (2)
SANITA': CGIL MEDICI, NO A LIMITAZIONE ACCESSO MEDICINA GENERALE (2)
RISCHI ULTERIORI CON NUOVI ACCORDI REGIONI, L'ESEMPIO DELLA TOSCANA

(Adnkronos Salute) - E il problema, aggiunge la Cgil, “rischia di diventare ancora pi grave con i nuovi accordi che le Regioni stanno stipulando sulla base della nuova convenzione di medicina generale in vigore dal 23 marzo 2005”. Un esempio su tutti? Quello della Regione Toscana, contro la cui posizione Cgil Medici ha intenzione di chiedere un intervento sia della Sisac che dell’Autorit garante della Concorrenza e del Mercato.

“In uno stralcio di accordo - spiega la Cgil - la Toscana prevede infatti “la non pubblicazione della zona carente, negli ambiti inferiori a 40.000 abitanti, qualora nell’ambito vi sia un medico con meno di 300 scelte e un altro medico in condizioni di acquisire scelte (cio con meno di 1.500 assistiti pi deroghe). Negli ambiti superiori a 40.000 abitanti invece si innalzato il rapporto ottimale da 1/1000 a 1/1200”. Con i seguenti problemi, secondo la Cgil: 1) “La non pubblicazione della zona carente in presenza di un medico con meno di 300 assistiti. Questa sospensione di un diritto la riteniamo, analogamente all’accordo della Calabria, del tutto illegittima perch si interviene in maniera impropria ed indefinita sul numero ottimale al di fuori di specifiche esigenze e situazioni locali. La non pubblicazione delle zone carenti - secondo il sindacato - ha il solo effetto di limitare soltanto la concorrenza agli ipermassimalisti, penalizzando i medici pi precari della categoria”. In realt, sostiene il sindacato, per migliorare la concorrenza e quindi la scelta e la qualit non bisogna evidentemente ridurre i medici, aumentando l’ottimale, ma ridurre il massimale di assistiti per medico, in modo da avere un minor carico assistenziale per medico ed una migliore assistenza per i cittadini”. (segue)

(Red-Ile/Adnkronos Salute)