SANITA': CEI, AUSPICHIAMO FEDERALISMO SOLIDALE
SANITA': CEI, AUSPICHIAMO FEDERALISMO SOLIDALE

Assisi, 17 nov. (Adnkronos Salute) - La devolution, approvata ieri in via definitiva dal Senato e ora in attesa dell’esito del referendum popolare, si traduca in un federalismo solidale e perequativo tra le regioni pi ‘ricche’ e quelle ‘povere’ del Paese, per quanto riguarda la sanit. E’ questo il caldo auspicio espresso oggi dall’assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, riunita ad Assisi, assieme all’esortazione volta a contrastare la creazione di 20 diversi servizi sanitari regionali.“Il principio di base da perseguire - si legge nel documento approvato dalla Cei - quello di un federalismo solidale al servizio del cittadino-paziente, che e quindi deve essere il centro del servizio sanitario nazionale. Obiettivo della sanit - ricordano i vescovi italiani - garantire ai soggetti deboli il diritto di accedere ai servizi secondo il principio della solidariet, per il pieno rispetto della persona umana”.

Per la Cei, “la garanzia alla pari accessibilit ed equit del cittadino alle cure” deve tradursi in due esigenze fondamentali: “la riduzione delle liste d’attesa” e “l’attenuazione del divario tra Nord e Sud, con conseguente riduzione dell’emigrazione sanitaria”, ovvero dei cosiddetti ‘viaggi della speranza’. Da Assisi si fa per notare che “mentre questo pu essere valido da un punto di vista quantitativo, la definizione del numero di prestazioni cui tutti i cittadini hanno diritto, ci sono problemi a definire gli standard qualitativi per cui un cittadino di una regione pu accedere a prestazioni di maggiore qualit rispetto allo stesso tipo di prestazioni a cui accede un cittadino di un’altra regione”. In questo ambito, sottolineano i vescovi italiani, “bisogner porre la massima attenzione per contrastare la formazione di 20 servizi sanitari regionali”.

Suggerisce la Conferenza episcopale italiana: “un mezzo potrebbe essere quello che ogni anno, con la legge finanziaria, vengano fissati gli standard di servizio e i meccanismi centrali di verifica”. L’effetto auspicato quello di “un federalismo mitigato, che lasci allo Stato il ruolo di tutelare i diritti dei cittadini”. In sintesi - si spiega - si tratta di “dare attuazione all’articolo 119 della Costituzione che prevede, in sede di allocazione delle risorse, un fondo perequativo istituito con legge dello Stato e la destinazione di risorse aggiuntive e interventi speciali” in favore di determinati comuni, province e regioni. “L’auspicio della Cei - sottolinea monsignor Giuseppe Merisi, arcivescovo di Lodi e membro della commissione episcopale per la sanit - che il federalismo, che rispettiamo, sia solidale e preveda per la sanit opportuni meccanismi di perequazione tra le regioni. Nel rispetto delle competenze delle istituzioni civili, a noi compete rappresentare questa esigenza che nasce dalla base”.

(Adnk/Adnkronos Salute)