SANITA': TDM, TETTO A MOBILITA' PAZIENTI IGNORA DIVARIO REGIONI
SANITA': TDM, TETTO A MOBILITA' PAZIENTI IGNORA DIVARIO REGIONI

Roma, 18 nov. (Adnkronos Salute) - Sono paradossali i limiti posti alla migrazione sanitaria fra regioni, decisi senza preoccuparsi del divario tra le diverse aree dello Stivale in questo settore. A dirlo e’ Stefano Inglese, responsabile nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, commentando la norma della Finanziaria, che prevede la limitazione, attraverso l’imposizione di un tetto massimo regionale, dei rimborsi riconosciuti alle strutture sanitarie per i pazienti che vanno a curarsi in una regione diversa da quella di appartenenza, ad eccezione delle prestazioni oncologiche e quelle di alta’ specialita’.

Secondo Inglese, inoltre, la norma limita pesantemente la liberta’ di scelta dei cittadini e va contro l’indicazione - generalmente condivisa - di permettere alle piccole regioni di appoggiarsi a centri meglio attrezzati per le alte specializzazioni, migliorando il rapporto costo-beneficio delle prestazioni. ‘’Il paradosso - spiega Inglese- e’ che si presume di limitare in questo modo la migrazione sanitaria dei pazienti senza preoccuparsi assolutamente del divario tra le diverse aree del Paese’’. Ma i dati ufficiali sulla mobilita’ parlano chiaro. ‘’La gran parte delle regioni che producono migrazioni sanitaria, sono quelle del sud: Campania, Sicilia, Sardegna, Basilicata, Calabria. Una parte di questi spostamenti e’ sicuramente legata alla grande capacita’ di attrazione di alcuni centri specializzati. Ma una parte consistente e’ frutto del gap culturale esistente tra le regioni’’. Un divario che ‘’c’e’ e che avrebbe bisogno di interventi urgenti’’. Per Inglese ‘’la migrazione, infatti, spesso e’ necessaria per rimpiazzare quello che non si trova sul proprio territorio. Un esempio e’ quello delle radioterapia (prestazione oncologica quindi non limitata dal tetto): al Sud mancano il 50% delle strutture necessarie e ci sono attese anche di 90-120 giorni. ‘’Cosa dire - si chiede il rappresentante del Tdm - ai pazienti che hanno bisogno di prestazioni urgenti ‘fuori tetto’ non disponibili sul loro territorio?’’.(segue)

(Ram/Adnkronos Salute)