SANITA' VENETO: TOSI, DEVOLUTION STIMOLERA' QUELLA DI SERIE B
SANITA' VENETO: TOSI, DEVOLUTION STIMOLERA' QUELLA DI SERIE B
ASSESSORE REGIONALE RISPONDE COSI' A PREOCCUPAZIONI CEI

Padova, 18 nov. (Adnkronos Salute) - “Quando circa la met del Paese va a curarsi nell’altra met, vuol dire che esistono gi una sanit di serie A e una sanit di serie B e che i cittadini lo sanno fin troppo bene: la Devolution, semmai, potrebbe essere lo strumento che stimola o costringe le Regioni con una sanit di serie B ad organizzarsi per diventare di serie A”. Questo il commento dell’assessore regionale del Veneto alle politiche sanitarie, Flavio Tosi, sulle preoccupazioni espresse dai vescovi italiani e da alcuni ambienti politici sul rischio che la riforma costituzionale, approvata definitivamente dal Parlamento, trasferendo tutte le competenze in materia sanitaria alle Regioni finisca per accentuare le diversit di trattamento tra i cittadini.

“Questa diversit esiste gi – continua Tosi – e lo prova la migrazione sanitaria che vede circa met degli italiani scegliere, con gravi sacrifici, di andarsi a curare in altre regioni, spesso lontane. Il sistema attuale non stimola gli amministratori delle Regioni a minor qualit sanitaria ad investire e a migliorare, perch tanto ci sono le Regioni con miglior sistema sanitario a curare i loro corregionali: anzi, dal punto di vista della spesa, ci risparmiano perch, sempre con le regole in vigore, pagano – se pagano – non pi del 50% del costo reale delle prestazioni erogate ai loro corregionali e con un ritardo di 4 anni, tant’ che il Veneto vanta crediti nei confronti del resto del sistema sanitario nazionale per oltre un miliardo di euro”. “Questo comporta – prosegue Tosi– un danno per il Veneto di svariate decine di milioni di euro ogni anno per aver curato nei suoi ospedali cittadini di altre regioni. Con la Devolution questo meccanismo dovr cambiare, consentendo alle Regioni con un miglior sistema sanitario di continuare a curare anche pazienti residenti in altre aree senza esserne economicamente penalizzate, ma ricevendo in rimborso il reale costo sostenuto. Il cambiamento dell’iniquo sistema di rimborsi attuale sar, inoltre - conclude l’assessore regionale - un sicuro incentivo per responsabilizzare la classe politica di gran parte delle Regioni dell’Italia meridionale che a tutt’oggi sembra non aver alcun interesse o motivo per far funzionare meglio la propria sanit”.

(Adnk/Adnkronos Salute)