ALLERGIE: ALIMENTARI PER 6-8% BIMBI ITALIANI, LATTE E UOVA 'INCRIMINATI'
ALLERGIE: ALIMENTARI PER 6-8% BIMBI ITALIANI, LATTE E UOVA 'INCRIMINATI'
NE SOFFRE L'1-2% DEGLI ADULTI, IL 30 MARZO ALLA CATTOLICA LA I GIORNATA NAZIONALE

Roma, 14 mar. (Adnkronos Salute) - Cibi pericolosi per l'1-2% degli italiani, che soffre di allergie alimentari. Un dato che aumenta fra i bambini, ben il 6-8%. A ricordare i dati delle allergie alimentari nella Penisola Giampiero Patriarca, direttore del servizio di Allergologia del Policlinico Gemelli di Roma. Di piatti e pietanze a rischio e delle nuove frontiere della ricerca sulle allergie a tavola, si parler nella 'Prima giornata nazionale dell'allergia alimentare e delle sindromi correlate'. L'appuntamento per venerd 30 marzo, al Policlinico Gemelli di Roma (Aula Brasca), dalle 8.30. Organizzatori del convegno sono lo stesso Patriarca e Giovanni Gasbarrini, direttore dell’Istituto di Medicina Interna e Geriatria dell’Universit Cattolica di Roma.

Tra gli alimenti meno tollerati, soprattutto fra i bambini, ci sono il latte vaccino, le uova e il pesce. Seguono poi, a distanza, noci e semi e vari tipi di frutta, legumi, cereali o verdure. Le reazioni allergiche agli alimenti si manifestano quando gli allergeni, proteine contenute nei cibi, si legano agli anticorpi prodotti dall’organismo, detti immunoglobuline E (IgE).

Il mix causa vere e proprie reazioni infiammatorie. "Negli ultimi anni - precisa Giampiero Patriarca - hanno preso sempre pi piede le allergie crociate. Nei pazienti gi allergici al lattice di gomma e al nichel solfato, si manifestano allergie a alcuni vegetali: ananas, castagne, albicocche e pomodori. I sintomi insorgono generalmente entro pochi minuti dall’ingestione dell’alimento.Tra le principali reazioni, manifestazioni cutanee o eruzioni eritematose pruriginose; sindrome allergica orale, caratterizzata dal rigonfiamento delle labbra, della lingua, del palato e talvolta della glottide; disturbi respiratori come rinite, congiuntivite e asma; nausea, vomito, dolori addominali, diarrea o sindromi da malassorbimento; fino allo shock anafilattico, che pu mettere a repentaglio la vita del paziente.

La diagnosi, spiega Patriarca, segue un preciso iter. Si parte con un’accurata raccolta della storia del paziente e l’esame obiettivo. Si continua poi con i test cutanei (i cosiddetti prick test), effettuati sia con gli estratti allergenici che con gli alimenti freschi (i cosiddetti prick by prick) e con il dosaggio nel sangue delle IgE specifiche (il cosiddetto RAST). L'ultimo step il test di provocazione orale eseguito con l’alimento incriminato. "Se il paziente risulta positivo a tutti i test - continua Patriarca - la diagnosi chiara: allergia alimentare. La terapia prevede innanzitutto l’esclusione dalla dieta dell’alimento 'incriminato'". In caso di fase acuta, si procede con la terapia farmacologica che prevede l’uso di antistaminici, cortisonici e adrenalina. Diverso il caso delle intolleranze alimentari. Costituiscono la maggior parte delle reazioni avverse agli alimenti e sono caratterizzate dalla negativit dell’esame allergologico. Tra le cause pi frequenti c' il deficit degli enzimi digestivi, la contaminazione batterica dell’intestino tenue e il rallentamento del transito intestinale.

(StgF/Adnkronos Salute)