MOBBING: CASSAZIONE, ANCHE LE REGISTRAZIONI SONO PROVE
MOBBING: CASSAZIONE, ANCHE LE REGISTRAZIONI SONO PROVE

Roma, 19 mag. (Adnkronos Salute) - Mobbing in ufficio? D'ora in poi il datore di lavoro che sottopone a molestie anche psicologiche il dipendente potr essere incastrato anche grazie alle registrazioni. Queste, infatti - sancisce la Cassazione - possono legittimamente essere ammesse come fonte di prova in una causa di lavoro.

In questo modo la sezione Lavoro della Suprema Corte (sentenza 10430) ha respinto il ricorso di un'azienda fiorentina presso la quale aveva lavorato Angela D.N., un' impiegata che aveva rassegnato le dimissioni "a causa delle ingiurie e molestie ricevute in ufficio e oggetto di denuncia penale", e che, proprio per questo, chiedeva il risarcimento del danno da mancato guadagno. Secondo l'azienda, le registrazioni non dovevano essere ammesse come fonte di prova visto che parte della giurisprudenza le ha escluse. Ma ora la Suprema Corte, allineandosi al giudizio della Corte d'appello di Firenze, ha messo in chiaro che al giudice, in caso di controversie di lavoro, non pu essere preclusa "la ricostruzione del contenuto della registrazione" se questa contiene "elementi gravi, precisi e concordanti". Nel dettaglio, la dipendente aveva chiesto un risarcimento di 13 mila euro per essere stata costretta a dimettersi a causa della invivibilit sul posto di lavoro e la Corte d'appello di Firenze, utilizzando come fonte di prova la "cassetta audiofonica" che rivelava tra l'altro "il clima di particolare ostilit" nei confronti della dipendente in reazione alla richiesta di ferie", riconobbe ad Angela D.N. un risarcimento pari a 8367 euro.

Inutilmente il datore di lavoro ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo che non era legittimito avere ammesso la trascrizione della registrazione. La sezione Lavoro (sentenza 10430) ha respinto il ricorso e ha sottolineato che "le statuizioni del giudice di appello sono condivisibili e non in contrasto con l'art. 2712 del c.c. giacch la contestazione della societ ha riguardato le risultanze della registrazione valutate dallo stesso giudice in base ad elementi presuntivi quali il clima di particolare ostilit" del datore di lavoro "in reazione alla richiesta di ferie della dipendente e alla minaccia di denuncia penale ai carabinieri per contestati ammanchi di cassa ove l'impiegata avesse presentato la lettera di dimissioni". Dunque il giudice di merito, nell'ammettere la registrazione tra le prove contro l'azienda, conclude piazza Cavour, ha compiuto un "accertamento adeguatamente motivato".

(Adnk/Adnkronos Salute)