MEDICINA: MALATI COME VAN GOGH, PORFIRIA ACUTA PER 300 ITALIANI
MEDICINA: MALATI COME VAN GOGH, PORFIRIA ACUTA PER 300 ITALIANI
PATOLOGIA RARA CON 3 MILA PORTATORI NELLA PENISOLA, DIAGNOSI FATTORE CHIAVE

Milano, 16 apr. (Adnkronos Salute) - Crisi di follia, ma pennellate geniali. Oltre che nell'alcolismo e nella psicosi, il segreto della personalit incompresa del pittore olandese Vincent Van Gogh era una malattia rara chiamata porfiria acuta intermittente. A soffrirne come l'artista suicida - con sintomi che vanno da mal di pancia, nausea e vomito fino a paralisi motoria, coma irreversibile e collasso cardiocircolatorio a volte letale - sono circa 300 italiani, donne nell'80% dei casi. Ma in tutto almeno 3 mila connazionali sono portatori del difetto genetico all'origine della patologia, spesso non riconosciuta o diagnosticata con decenni di ritardo e conseguenze pesantissime: operazioni inutili, compresa l'asportazione delle ovaie o dell'utero, e ricoveri in reparti psichiatrici con la triste etichetta di malati immaginari.

Di questa malattia orfana ed ereditaria ha parlato in un incontro oggi a Milano Maria Domenica Cappellini, del Dipartimento di Medicina interna dell'universit degli Studi cittadina e della Fondazione Policlinico. L'Irccs meneghino, insieme a centri di Modena e Roma, infatti specializzato nella diagnosi e nel trattamento farmacologico della porfiria acuta intermittente. Che fra i segni pi immediatamente riconoscibili ha il particolare colore rosso scuro (rosso porto) assunto dalle urine esposte alla luce per almeno mezz'ora. "Sofisticate analisi genetiche sul Dna dei familiari di Van Gogh hanno dimostrato che il pittore era certamente affetto da questa patologia - spiega Cappellini - Ma ne soffriva anche re Giorgio III di Inghilterra, come si evince dal diario del suo medico di corte. E ne morta la figlia di Isabel Allende, Paula, alla cui storia la scrittrice ha dedicato un libro". Tre 'testimonial' inconsapevoli da cui arriva un messaggio chiave: "Per questi malati, come per tutti i pazienti con sindromi rare, la diagnosi precoce un fattore cruciale", avverte l'esperta. (segue)

(Opa/Adnkronos Salute)