CASO ENGLARO: MARINI (CNB), PRINCIPIO PRECAUZIONE BOOMERANG PER GOVERNO
CASO ENGLARO: MARINI (CNB), PRINCIPIO PRECAUZIONE BOOMERANG PER GOVERNO
RIMANE TABU' PER CELLULARI, OGM, CARNE CLONATA E NANOTECNOLOGIE

Roma, 10 feb. (Adnkronos Salute) - "Sul caso Englaro si detto di tutto, mancava solo di rispolverare, in extremis, il principio di precauzione", che si trasformerebbe per "in un boomerang per il Governo". Cos Luca Marini, docente di diritto internazionale alla Sapienza di Roma e presidente del Centro di studi biogiuridici Ecsel (European Centre for Science, Ethics and Law), commenta i richiami fatti dal Governo, in questi giorni, al principio di precauzione nella drammatica vicenda di Eluana Englaro. Marini, vicepresidente del Comitato Nazionale per la Bioetica (Cnb), rileva che "il principio di precauzione ha trovato applicazione anche nei casi in cui l'incertezza scientifica non permetta di valutare l'esistenza e la portata, per l'essere umano, dei rischi collegati o conseguenti a determinate attivit. In questo senso potrebbe trovare applicazione anche nelle ipotesi di interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione, stante l'incerta definizione scientifica dello stato vegetativo".

Ma, continua Marini, " quantomeno singolare che questo principio venga rispolverato in un caso-limite di fine vita, mentre resta un tab innominabile nelle materie che tradizionalmente rientrano nel suo campo di applicazione: penso, solo per fare alcuni esempi, al rischio di inquinamento elettromagnetico e all'uso generalizzato dei telefonini; al rischio della diffusione nell'ambiente di nanoparticelle e all'immissione in commercio di certi prodotti chimici e cosmetici; al rischio di crisi alimentari e al consumo sempre pi diffuso di alimenti derivati da Ogm o da animali clonati". Marini, che stato anche coordinatore scientifico del Programma di ricerca di interesse nazionale del Miur sul principio di precauzione, conclude: "La vicenda di Eluana Englaro, che resta drammatica sotto il profilo umano e per le persone direttamente coinvolte, potrebbe costituire l'occasione per rivalutare e tradurre in norme positive un principio generale di diritto notoriamente avversato dalle lobby tecnologiche e industriali e, forse per questo, negletto anche dalla stampa. Ma davvero - si chiede - ci che vuole il Governo?".

(Mal/Adnkronos Salute)