TESTAMENTO BIOLOGICO: COSI' MATERIA FINE VITA E' REGOLATA NEL MONDO (3)
TESTAMENTO BIOLOGICO: COSI' MATERIA FINE VITA E' REGOLATA NEL MONDO (3)

(Adnkronos Salute) - FRANCIA - La materia del fine vita regolamentata con una legge del 2005, che riconosce il principio di rifiuto dell'accanimento terapeutico, e prevede che possano essere sospesi o non iniziati gli atti di prevenzione, indagine o cura che appaiano inutili, sproporzionati o non aventi altro effetto che il mantenimento in vita artificiale del paziente. E' riconosciuta la figura del fiduciario, da consultare nel caso il paziente sia incapace di esprimere le proprie volont. Se non c' direttiva, comunque, la scelta spetta ai medici.

GERMANIA - Manca una norma ad hoc, ma il testamento biologico trova attuazione nella pratica e conferma nella giurisprudenza. La Corte Suprema federale, infatti, emise nel marzo 2003 una sentenza con la quale dichiarava la legittimit e il carattere vincolante della 'Patientenverfuegung', termine tedesco che sta per volont del paziente, riconducendola 'al diritto di autodeterminazione dell'individuo'. Se non c' volont scritta, decide il giudice tutelare.

INGHILTERRA - Realt analoga a quella tedesca nel Regno Unito, dove il 'living will' riconosciuto fin dal 1993, da una consolidata giurisprudenza che ha anche fissato alcune condizioni per la validit del testamento biologico. L'orientamento britannico su questo delicato tema si delineato soprattutto attorno al caso Blond, relativo a un paziente in stato vegetativo che veniva alimentato e idratato artificialmente, proprio come Eluana Englaro. I giudici decisero che i medici non avevano l'obbligo di somministrare trattamenti divenuti inutili a seguito della valutazione scientifica della condizione di vita del paziente e che, quindi, non erano rispondenti al suo 'migliore interesse'. Per cui se il paziente non era in grado di accettare o rifiutare i trattamenti e non aveva rilasciato in precedenza una dichiarazione di volont in materia, una volta informati i familiari, si poteva legittimamente procedere all'interruzione dei trattamenti. (segue)

(Ile/Adnkronos Salute)