TUMORI: GINECOLOGI LOMBARDI, AUMENTARE DRG PER NEOPLASIE 'ROSA'
TUMORI: GINECOLOGI LOMBARDI, AUMENTARE DRG PER NEOPLASIE 'ROSA'
PAZIENTI DIFFICILI A CARICO DEL PUBBLICO IN 9 CASI SU 10, APPELLO ALLA REGIONE

Milano, 13 feb. (Adnkronos Salute) - Colpiscono una donna italiana su 30 nel corso della vita, e solo in Lombardia fanno registrare circa 15 mila ricoveri all'anno. Nella Penisola i tumori ginecologici sono in crescita, complice il progressivo aumento dell'aspettativa di vita femminile che espone l''altra met del cielo' a malattie legate all'et come il cancro all'endometrio. Spesso si tratta di pazienti anziane e 'difficili', che abbinano al tumore tutta una serie di patologie croniche. Gravose da curare e ad alto rischio di complicanze, queste malattie 'rosa' sono "poco remunerative per gli ospedali privati e in Lombardia finiscono per pesare sul pubblico in circa 9 casi su 10". Parola dei ginecologi della Slog (Societ lombarda di oncologia ginecologica), che lanciano un appello alla Regione affinch riveda i rimborsi a prestazione (Drg) dei tumori ginecologici. "Andrebbero aumentati almeno del 30%", spiega Luigi Frigerio, presidente della Slog e primario agli ospedali Riuniti di Bergamo.

La richiesta viene indirizzata al Pirellone in occasione di un convegno Siog (Societ italiana di oncologia ginecologica)-Slog in programma domani all'ospedale Niguarda di Milano. Che sceglie proprio il giorno di San Valentino, festa degli innamorati, per annunciare il rilancio del suo Reparto di ginecologia. Prima novit un nuovo direttore di ostetricia e ginecologia, carica che con febbraio stata assunta da Mario Meroni. "La scelta della direzione di Niguarda - sottolinea l'esperto - quella di potenziare sempre pi l'offerta diagnostico-terapeutica cos da poter seguire e operare tutte le pazienti ginecologiche, prendendole in carico fin dalla prima urgenza per poi accompagnarle fino all'assistenza domiciliare o eventualmente in hospice". L'obiettivo dell'azienda meneghina creare un polo di riferimento per la donna, specializzato nella chirurgia laparoscopica mininvasiva che "a fronte di tagli ridotti a 5-10 millimetri - ricorda Meroni - garantisce risultati sovrapponibili a quelli della chirurgia tradizionale, abbattendo per la durata del ricovero, il rischio di complicanze e il periodo di convalescenza". (segue)

(Opa/Adnkronos Salute)