CASO ENGLARO: INFERMIERI RESPINGONO ACCUSE, TUTELIAMO VOLONTA' ASSISTITO
CASO ENGLARO: INFERMIERI RESPINGONO ACCUSE, TUTELIAMO VOLONTA' ASSISTITO
IPASVI MILANO-LODI, LO PREVEDE CODICE DEONTOLOGICO

Milano, 13 feb. (Adnkronos Salute) - "L'infermiere tutela la volont dell'assistito". Perci gli operatori che hanno vissuto in stanza con Eluana le sue ultime ore "non meritano assolutamente alcuna accusa: hanno agito secondo la propria coscienza professionale, la conoscenza del caso clinico e, soprattutto, in conformit con il loro codice deontologico". Con queste parole il Collegio infermieri Ipasvi di Milano-Lodi, presieduto da Giovanni Muttillo, prende posizione sul caso Englaro.

"Il codice deontologico recentemente rivisto e approvato dall'organismo di rappresentanza professionale in sede di consiglio nazionale il 17 gennaio scorso a Roma - ricorda l'Ipasvi in una nota - all'articolo 36 cos recita: 'L'infermiere tutela la volont dell'assistito di porre dei limiti agli interventi che non siano proporzionati alla sua condizione clinica, e coerenti con la concezione da lui espressa della qualit di vita'. Allo stesso tempo - continua l'associazione di categoria - necessario ricordare con forza e fermezza, per evitare speculazioni, che gli infermieri sono assolutamente in grado di assistere e di erogare assistenza professionale di qualit a chi sceglie un percorso opposto, come dimostrato dalla stessa storia di Eluana. Pertanto - precisa il Collegio interprovinciale - accompagnare la persona alla morte per gli infermieri rappresenta un'esperienza quotidiana non priva di lacerazione", e "garantire il 'bisogno di assistenza' alla persona morente per l'infermiere un dovere etico e professionale irrinunciabile".

(Red-Opa/Adnkronos Salute)