INFLUENZA: AUSTRALIANA IN CALO, 310 MILA ITALIANI A LETTO
INFLUENZA: AUSTRALIANA IN CALO, 310 MILA ITALIANI A LETTO
SIMG, IN UNA SETTIMANA MENO VISITE DOMICILIARI E GIORNI DI MALATTIA PRESCRITTI

Roma, 16 feb. (Adnkronos Salute) - L'epidemia di 'australiana' sta rallentando la sua corsa. Il numero degli italiani colpiti dall'influenza nell'ultima settimana infatti in netto calo: 310 mila rispetto al mezzo milione della precedente rilevazione, con un'incidenza pari a 6,2 casi ogni mille abitanti, contro i 7,7 casi per mille di una settimana fa. E' solo uno dei dati emersi dall'ultimo rapporto settimanale di 'Health Search Italia, come stai?', il progetto della Societ italiana di medicina generale (Simg) che ha l'obiettivo di monitorare lo stato di salute del nostro Paese. Ma anche altri indicatori segnalano che l'influenza stagionale rallenta la sua marcia: le visite domiciliari, ad esempio, sono diminuite del 10%, cos come i ricoveri ospedalieri correlati a patologie influenzali e i giorni di malattia prescritti. E' invece rimasto sostanzialmente invariato il numero delle persone con malattie respiratorie acute: sono 315 mila, 6,3 casi ogni mille abitanti.

Anche la percentuale di pazienti trattati con antibiotici stabile (uno su tre), si legge nel rapporto. Ma in una settimana si registrato un incremento del 50% nella richiesta di indagini diagnostiche. "L'influenza - spiega Claudio Cricelli, presidente della Simg - si sta spostando verso Est e i primi Paesi in cui si era registrata la maggiore incidenza, Portogallo e Regno Unito, sono in fase calante. L'Italia, che si trova in una posizione geografica intermedia, inizia a segnalare una diminuzione dei casi. Alla luce dei dati finora disponibili possiamo affermare che l'incidenza della epidemia australiana si attesta a un livello intermedio tra quella registrata nella stagione record 2004-2005 e quella del 2005-2006, che si collocata ai minimi storici". Cricelli promuove quindi "la sostanziale capacit del sistema di rilevazione di valutare l'efficacia della vaccinazione antinfluenzale e di prevedere sia l'andamento dei carichi di lavoro dei vari comparti (cure primarie e ospedali) che delle possibili complicanze della epidemia influenzale rispetto alle quali redigeremo un apposito rapporto a conclusione del ciclo epidemico. Questi dati - conclude - sono utili ai fini della programmazione del comparto ospedaliero del Ssn e alla organizzazione delle cure in medicina generale".

(Com-Sof/Adnkronos Salute)