FECONDAZIONE: AMICA CICOGNA, CASO DONNA VIGEVANO DIVERSO DA ENGLARO
FECONDAZIONE: AMICA CICOGNA, CASO DONNA VIGEVANO DIVERSO DA ENGLARO

Roma, 16 feb. (Adnkronos Salute) - "La vicenda della donna di Vigevano che vuole avere un figlio dal marito in coma, grazie alla fecondazione assistita e alla ricostruzione della sua volont, rappresenta un caso ben diverso da quello di Eluana Englaro". Filomena Gallo, presidente dell'associazione Amica Cicogna e vicesegretario dell'associazione Luca Coscioni, precisa i termini del fatto di cronaca che ha nuovamente sollevato la questione della volont ricostruita e non chiaramente espressa. "Spero - dice Gallo all'ADNKRONOS SALUTE - che non si usi quanto stato fatto per ricostruire il consenso di Eluana Englaro alla sospensione di idratazione e nutrizione, per strumentalizzarlo ed estenderlo a fattispecie ben differenti".

"Nel caso Englaro non esisteva alcuna legge in materia. Ma a regolare la vicenda della donna di Vigevano, invece, c' la legge 40 del 2004. Non voglio limitare il diritto delle coppie - precisa - ma se esiste una norma, questa va rispettata. E il testo di legge - ricorda Gallo - stabilisce che per accedere alle tecniche di procreazione assistita sia necessario il requisito della sterilit, e per applicarle serve un consenso scritto di entrambi i genitori, reso almeno sette giorni prima dell'inizio del trattamento".

(Sch/Adnkronos Salute)