sanita' lazio: smi, snami e intesa insieme su accordo integrativo regionale
sanita' lazio: smi, snami e intesa insieme su accordo integrativo regionale
firmato documento condiviso dalle tre sigle sindacali

Roma, 13 lug. (Adnkronos Salute) - Piattaforma condivisa tra Smi-Lazio, Snami e Intesa sindacale sui nodi da sciogliere nella proposta dell'Accordo integrativo regionale (Air) per la medicina territoriale elaborato dalla Regione Lazio. Le tre sigle hanno sottoscritto un documento in cui si evidenziano, punto per punto, le carenze dell'accordo.

"Lo Smi-Lazio in piena sintonia con Snami e Intesa sindacale - spiega in una nota Paolo Marotta, dello Smi - auspica che tutti i nodi vengano sciolti e che gli stanziamenti per l'assistenza H24 non vengano spesi in toto per l'acquisto e il restyling di strutture adibite a presidi territoriali di prossimit (Ptp), dal valore di milioni di euro. E non mancano dubbi e perplessit sul reale risparmio legato alla chiusura di posti letto ospedalieri e la riconversione in Ptp". Alla luce di tutto questo, conclude Pina Onotri, sindacalista dello Smi-Lazio, "chiediamo un confronto costruttivo e chiarificatore con la Regione Lazio". Secondo il documento approvato dai tre sindacati, questi i problemi che emergono dall'accordo integrativo regionale: scarsa chiarezza sull'impegno economico previsto dai vertici regionali per potenziare l'assistenza territoriale; insufficiente controllo dell'esternalizzazione dei servizi coordinati delle Asl: Centri di assistenza domiciliare 'Cad' e Continuit assistenziale (ex Guardia medica), con conseguente aumento dei costi di gestione.

E ancora, scarsa trasparenza sull'amministrazione dei fondi destinati alla formazione dei medici di medicina generale. Di qui la necessit che gli stessi fondi gestiti dal Ceformeg (circa 7 milioni di euro), vengano ricondotti sotto il controllo del Comitato regionale per la medicina generale; mancata attuazione, da parte della Regione Lazio, di quanto stabilito dall'Accordo collettivo nazionale e ribadito dall’Accordo regionale del 2006, soprattutto rispetto al completamento delle piante organiche per il servizio di continuit assistenziale; mancata sottolineatura sul ruolo centrale del Distretto sanitario e della Asl nella gestione diretta dell'assistenza erogata al cittadini, in collaborazione con il Servizio sanitario regionale e i medici di medicina generale. Nel documento, infine, i sindacati esprimono anche preoccupazione per la discutibile gestione dell’offerta sanitaria appaltata alle cooperative. "Un fattore che rischia di far lievitare i costi del Ssr a discapito della qualit assistenziale aggravando, ulteriormente, la piaga del precariato", dice lo Smi nella nota.

(Com-Ram/Adnkronos Salute)