trapianti: papa' si licenzia per donare rene a figlio, primo intervento in italia
trapianti: papa' si licenzia per donare rene a figlio, primo intervento in italia
debutta a pisa operazione da adulto a bambino, facebook 'galeotto'

Milano, 3 set. (Adnkronos Salute) - Tommaso detto Tommy, 4 anni e mezzo, ha un piccolo grande sogno: andare al mare e "fare splash", tuffarsi e nuotare. Per tre anni i tubi della dialisi gli hanno impedito una vita normale, ma ora libero di realizzare il suo desiderio pi grande. Suo padre, Pier Enrico R., 42 anni, architetto di Alessandria, il 19 agosto gli ha donato un rene nel primo intervento del genere eseguito in Italia, dall'equipe di Ugo Boggi dell'ospedale Cisanello di Pisa. Un gesto d'amore che per gli costato il lavoro. Al momento, infatti, nel nostro Paese non esistono regole chiare che tutelino i donatori d'organo con permessi ad hoc per gli esami preoperatori. "La scelta era obbligata - spiega l'uomo all'ADNKRONOS SALUTE - Non c'era tempo da perdere, dovevamo agire in fretta e per farlo mi sono dovuto licenziare dalla societ immobiliare in cui lavoravo", dice.

Una storia tra il dolce e l'amaro, dunque, frutto di un'amicizia nata su Facebook tra la madre di Tommy, Stefania M., commercialista 46enne livornese trapiantata ad Alessandria, e Irene Vella, toscana di Follonica trasferitasi a Cesenatico. Sei anni fa Irene guadagn le pagine delle cronache nazionali per una vicenda simile a quella di Pier: per donare un rene al marito aveva accumulato un 'debito' di ferie con la compagnia telefonica per cui lavorava, sempre per l'assenza di un regolamento specifico che dica alle aziende come comportarsi nel caso in cui un dipendente intraprenda l'iter verso la donazione di un organo. L'anno successivo la donna, gi madre, divent la prima italiana ad avere un figlio dopo un espianto di rene. "Per caso - racconta - ho letto su Facebook la lettera di Stefania. Aveva creato il gruppo 'Donazione organi facciamo qualcosa', e si chiedeva perch suo figlio fosse costretto a passare le notti attaccato a una macchina per 10 ore", in attesa di un rene nuovo dal 2006.

Cos Irene prende la situazione in mano, "come se il suo bimbo fosse stato il mio". Mette in contatto la famiglia di Tommy e il professor Boggi, che nel febbraio 2003 aveva operato lei e suo marito a Pisa, e partecipa commossa alla 'rinascita' del piccolo piemontese. "E' il primo trapianto di rene da donatore vivente adulto a bambino eseguito nella Penisola", assicurano i medici. (segue)

(Opa/Adnkronos Salute)