trapianti: le storie, anni per un rene e dopo l'operazione nuova vita
trapianti: le storie, anni per un rene e dopo l'operazione nuova vita
per consuelo e' stato come rinascere, luca a 24 anni e' al terzo intervento

Milano, 13 ott. (Adnkronos Salute) - La seconda vita di Consuelo comincia a 42 anni, nella notte del 17 novembre 2007. Il telefono squilla alle 2 del mattino. I medici dell'ospedale Niguarda di Milano le annunciano: "Abbiamo il rene 'giusto' per te, preparati". Dopo poche ore era gi sotto i ferri. "E' stato come rinascere, e lasciarmi alle spalle 4 anni di lista d'attesa, di dialisi. Un inferno". Poi la "svolta": cos ha vissuto il trapianto Consuelo Massazza, malata dall'et di 17 anni, quando i medici con un'ecografia le diagnosticarono la malattia renale policistica. I racconti dei pazienti che hanno raggiunto il suo stesso traguardo si somigliano tutti.

Anche chi ha sperimentato il rigetto e ha alle spalle pi interventi non ha dubbi: "Il trapianto ti d respiro, ti permette di liberarti dell'ospedale, di vivere una vita normale, di studiare, giocare a calcio e viaggiare. Almeno per un po'", racconta oggi durante un incontro a Milano Luca Mornaghi, 24 anni e tre trapianti di rene alle spalle. Felici anche se si tratta di una 'libert a scadenza' e se, prima o poi, "l'incubo della dialisi torna ad affacciarsi nella tua vita". Quegli appuntamenti con la macchina 'purifica-sangue' che scandiscono la quotidianit. Una, due, tre volte alla settimana. Con tutte le complicazioni e i divieti che la dialisi comporta. Niente acqua, dieta rigida e poi la stanchezza, il corpo che cambia, il volto scavato e i capelli sfibrati.

"Non facile sopportare. La dialisi - racconta Consuelo, sposata e con due figli - una schiavit. Diventa difficile anche organizzare le vacanze. Devi trovare un centro nella localit che hai scelto e sperare che le liste d'attesa non siano troppo lunghe, perch i posti sono sempre troppo pochi". (segue)

(Lus/Adnkronos Salute)