pediatria: un bimbo su 10 con reflusso gastroesofageo dopo gli 8 anni
pediatria: un bimbo su 10 con reflusso gastroesofageo dopo gli 8 anni
il pediatra, colpiti anche i piu' piccoli ma e' piu' difficile individuare il problema

Roma, 22 ott. (Adnkronos Salute) - Il reflusso gastroesofageo non risparmia i bambini. Dopo gli otto anni oltre uno su 10 pu avere una malattia da reflusso. Un disturbo che riguarda anche i bimbi pi piccoli, colpiti nel 5% dei casi. Ma per loro pi complicato individuare il problema perch difficilmente sanno indicare i sintomi. A fare il quadro di questa malattia in et pediatrica Claudio Romano, pediatra dell'universit di Messina che ha partecipato a un incontro sul tema al congresso della Societ italiana di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica (Sigenp), al via da oggi a Giardini Naxos (Me) fino a sabato.

Il reflusso gastroesofageo, ricorda l'esperto, un problema importante in pediatria "anche se oggi gli esperti preferiscono non parlare di 'reflusso' ma di 'patologie acido-correlate', che indicano un'ampia variabilit di condizioni cliniche". Al di l delle definizioni tecniche, per, restano i dati allarmanti. "Nei bambini sopra gli otto anni il problema riguarda l'8-12% della popolazione". Meno colpiti i pi piccoli, il 5% tra 1 e 7 anni, mentre sotto l'anno d'et il problema riguarda soprattutto i bimbi a rischio, ovvero cerebrolesi oppure quelli che hanno subito interventi chirurgici allo stomaco (uno ogni 8 mila nati) o all'esofago.

E l'et influisce anche sulle possibilit di diagnosi. "Il bambino con pi di 8 anni - spiega Romano - sa meglio definire i sintomi, sa dunque spiegare di avere bruciore o dolore di stomaco, nausea. Pi problematica la situazione per i pi piccoli che si lamentano di meno, non sanno indicare cosa fa loro male". In questo caso sta ai genitori e al pediatra individuare il problema. "Sintomi, come il rigurgito - prosegue Romano - sono un campanello d'allarme quando interferiscono con la qualit della vita. Il sospetto nasce se il bambino interrompe la sue normali attivit, il gioco, la frequenza scolastica, il sonno o rifiuta il cibo. Questi per noi sono criteri che fanno sospettare una patologia organica. Non sempre, quindi, il rigurgito un segnale significativo se non legato a queste altre 'spie'". (segue)

(Ram/Adnkronos Salute)