Caso Englaro: 17 anni e 31 giorni al buio, le tappe della vicenda/scheda (2)
Caso Englaro: 17 anni e 31 giorni al buio, le tappe della vicenda/scheda (2)
La prima sentenza del Tribunale di Lecco nel '99

(Adnkronos Salute) - La prima sentenza del Tribunale di Lecco che nel 1999 respinge la richiesta di sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali. Lo stesso anno la Corte d'appello di Milano respinge il ricorso del padre di Eluana. Nel 2003 la richiesta viene ripresentata, ma prima il Tribunale di Lecco e poi la Corte d'appello di Milano lo respingono nuovamente. Stessa sorte nel 2006. Il trattamento medico, dice la sentenza, non pu essere interrotto perch non rappresenta una forma di accanimento terapeutico.

La Corte di Cassazione, dove il procedimento arriv dunque dopo varie peripezie, nel marzo 2006 respinse le richieste della famiglia Englaro per un vizio di forma: il ricorso, presentato ai sensi dell'articolo 32 della Costituzione, a suo tempo non era stato notificato ad alcuna controparte portatrice di un interesse contrario a quello di Eluana. In altre parole, secondo la Cassazione, il pap di Eluana, che svolgeva funzioni di tutore della propria figlia, non aveva formalmente e giuridicamente i requisiti necessari per chiedere il distacco del sondino naso-gastrico che alimentava la figlia.

Ma pap Beppino non si d per vinto e avvia un nuovo ricorso che induce la Cassazione, il 16 ottobre del 2007, a rinviare la decisione alla Corte d'appello di Milano. Per la Suprema corte, il giudice pu, su istanza del tutore, autorizzare l'interruzione in presenza di due presupposti: la condizione di stato vegetativo del paziente clinicamente diagnosticata come irreversibile e l'accertamento, sulla base di elementi tratti dal vissuto del paziente, che questi, se cosciente, non avrebbe prestato il suo consenso alla continuazione del trattamento. (segue)

(Ile/Adnkronos Salute)