Caso Englaro: 17 anni e 31 giorni al buio, le tappe della vicenda/scheda (3)
Caso Englaro: 17 anni e 31 giorni al buio, le tappe della vicenda/scheda (3)
Il conflitto di attribuzione votato dal Parlamento e respinto dalla Consulta

(Adnkronos Salute) - Con decreto del 9 luglio 2008, la Corte d'appello civile di Milano ha autorizzato il padre Beppino Englaro, in qualit di tutore, a interrompere il trattamento di idratazione e alimentazione artificiali che manteneva in vita la figlia Eluana per 'mancanza della bench minima possibilit di un qualche, sia pure flebile, recupero della coscienza e di ritorno ad una percezione del mondo esterno'.

Ma solo l'inizio di una nuova battaglia per il pap della donna. Sulla vicenda di Eluana si accendono nuovi riflettori, mentre le Suore Misericordine di Como, che dal '94 l'assistono nella casa di cura Beato Luigi Talamoni di Lecco, manifestano la loro piena disponibilit a continuare ad assistere la donna rifiutando di interrompere l'idratazione e l'alimentazione artificiali. Beppino decide cos di trasferire la figlia in un'altra struttura dove dare seguito alle sue volont.

Intanto si attiva il Parlamento, dove viene votata da entrambi i rami una mozione per sollevare il conflitto d'attribuzione tra poteri dello Stato davanti alla Corte Costituzionale, in seguito respinta dalla Consulta. Ma i colpi di scena non finiscono qui. Il 16 dicembre 2008 il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, per sbarrare la strada alla sospensione del trattamento che tiene in vita Eluana, emana un atto d'indirizzo che vieta alle strutture sanitarie pubbliche e a quelle private convenzionate l'interruzione dell'idratazione e dell'alimentazione artificiali. Un provvedimento che qualche settimana dopo vale al ministro l'iscrizione nel registro degli indagati, decisa dalla Procura di Roma in seguito a una denuncia dei Radicali. (segue)

(Ile/Adnkronos Salute)