Caso Englaro: curatrice Eluana, liberta' di scelta per pazienti come lei
Caso Englaro: curatrice Eluana, liberta' di scelta per pazienti come lei
In tanti hanno scritto testamento biologico per evitare il suo calvario

Milano, 3 feb. (Adnkronos Salute) - Libert di scelta per le altre Eluane d'Italia. A chiederla Franca Alessio, l'avvocato che stata curatrice speciale della donna in stato vegetativo da 17 anni per la quale la Corte d'appello di Milano aveva dato l'ok all'interruzione di alimentazione e idratazione artificiali. "Ho sempre sostenuto che ci deve essere libert di scelta per i pazienti come lei, che ognuno deve poter essere libero di scegliere se continuare a vivere o se rifiutarsi di andare avanti in certe condizioni. Ma dopo aver incontrato Eluana ne sono ancora pi convinta", racconta all'ADNKRONOS SALUTE.

Il caso Englaro, riflette, "ha scosso le coscienze. In tanti, dopo la sua morte, hanno deciso di correre ai ripari e di affidare le proprie decisioni sul fine vita a dichiarazioni scritte". Del 9 febbraio 2009, il giorno in cui Eluana ha smesso di vivere, e della settimana in cui la donna stata ricoverata nella casa di cura 'La Quiete' di Udine, ricorda soprattutto "l'accanimento nei confronti del padre Beppino Englaro, il duro scontro in Parlamento, gli attacchi della Chiesa. Non c'era nessuna piet, n comprensione". Perch vicende come quella di Eluana non si ripetano pi serve "una legge giusta, che non resti ancorata al divieto inderogabile di interruzione dell'idratazione e alimentazione artificiali". Un buon modo per i cittadini per tutelarsi, osserva, "potrebbe poi essere il ricorso preventivo a un amministratore di sostegno".

"Nessun pentimento" per le decisioni prese per Eluana, aggiunge. "Ho anche dato la mia disponibilit a collaborare all'Associazione per Eluana". Con Beppino Englaro resta un legame. "Lo sento ogni tanto al telefono. Ci si scambia gli auguri a Pasqua e a Natale. Mi ha anche regalato una copia dei due libri che ha scritto su Eluana. Del resto vicende cos forti ti lasciano un segno per sempre".

(Lus/Adnkronos Salute)