Caso Englaro: presidente 'La Quiete' Udine, rifarei tutto
Caso Englaro: presidente 'La Quiete' Udine, rifarei tutto
Ines Domenicali, giorni difficili ma nessun pentimento

Roma, 3 feb. (Adnkronos Salute) - "Non stato un periodo facile, ho ricevuto anche insulti brutali, ma non sono pentita di nulla. Rifarei tutto. In quella situazione credo fosse la cosa giusta da fare". Parola di Ines Domenicali, presidente della casa di cura 'La Quiete' di Udine, dove un anno fa, il 9 febbraio 2009, si spenta Eluana Englaro, la donna in stato vegetativo da 17 anni a cui, a seguito di un pronunciamento della Corte d'Appello di Milano, sono state interrotte l'alimentazione e l'idratazione artificiali. Un caso che ha scosso l'intero Paese e sollevato mille polemiche.

Polemiche che non hanno risparmiato la casa di cura di Udine che accett di accogliere Eluana per il suo ultimo viaggio. "Quelli - spiega la Domenicali all'ADNKRONOS SALUTE - sono stati giorni di grande tensione. Difficili. Ma non sono pentita di nulla. Ho accolto Eluana Englaro in piena coscienza, l'ho fatto perch era una circostanza particolare e ho cercato di rispettare il dramma del padre, della madre e di Eluana stessa".

Un rapporto, quello con il padre di Eluana, che restato vivo. "Con Beppino - sottolinea la presidente della clinica 'La Quiete' - ci siamo incontrati pi di una volta qui ad Udine. Giusto ieri sera l'ho sentito al telefono. E' una persona molto combattiva, determinata, che crede in quello che ha fatto. E che va avanti". (segue)

(Fed/Adnkronos Salute)