Sanita' Piemonte: Bresso, non lasceremo nemmeno 1 euro di debito
Sanita' Piemonte: Bresso, non lasceremo nemmeno 1 euro di debito

Torino, 3 feb. (Adnkronos Salute) - Nel settore della sanit "non lasceremo nemmeno un euro di debito, a differenza di quanto ha fatto cinque anni fa l'amministrazione di centrodestra". Lo ha dichiarato la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, intervenendo oggi all'ospedale Molinette di Torino al convegno 'La sanit che cambia'.

La Bresso ha spiegato che "quelli che abbiamo adottato sono strumenti e metodi che hanno consentito al sistema sanitario regionale di conseguire importanti risultati, tali da portare il Piemonte al quarto posto nella classifica italiana per qualit dei servizi offerti. Fra i dati illustrati dalla presidente della Regione e dall'assessore alla Sanit, Eleonora Artesio, quelli relativi alle reti assistenziali e ai percorsi di cura per le diverse patologie, "che hanno permesso sia di qualificare ulteriormente la rete ospedaliera, sia di assicurare ai cittadini la continuit nel percorso assistenziale".

Su quest'ultimo fronte, ha precisato la Artesio, "uno degli obiettivi che l'amministrazione regionale ha perseguito stato anche quello di potenziare i servizi per gli anziani non autosufficienti, a partire dalla domiciliarit, con l'istituzione, tra l'altro, di un contributo economico per coloro che assistono a casa i pazienti e dal 2006 al 2008 si passati da 15 milioni e mezzo a 20 milioni di giornate di assistenza erogate. In aumento - ha proseguito l'assessore - anche i posti letto in residenze socio-assistenziali, passati nello stesso arco di tempo da 13 mila a 16 mila. Solo nel 2008 - ha concluso - l'impegno economico della Regione per la non autosufficienza stato nel complesso di 500 milioni di euro". Altro dato, giudicato positivamente, quello del calo della mobilit passiva, cio il fenomeno per cui i pazienti si rivolgono per le cure fuori dalla propria regione. "Il Piemonte - stato sottolineato a convegno - storicamente una regione con saldi negativi di mobilit: nei primi anni del decennio trasferiva al resto del Paese circa 20 milioni all'anno per il saldo netto della mobilit, mentre dal 2005 questo andato progressivamente riducendosi, fino a essere praticamente azzerato".

(Adnk/Adnkronos Salute)