Staminali: la rivolta delle mamme contro business cellule cordone (2)
Staminali: la rivolta delle mamme contro business cellule cordone (2)
La protesta di Barbara, basta mamme 'vip' che contribuiscono a disinformare

(Adnkronos Salute) - La storia di Barbara, di Argelato in provincia di Bologna, inizia il 5 ottobre 2008. "La mia vita cambiata quel giorno", quando Luca aveva solo 4 anni. "Era pallido e strano da un po' di tempo, cos dopo una settimana di avanti e indietro dalla pediatra l'ho portato al pronto soccorso. Siamo usciti dopo un mese di chemio ad alte dosi: mio figlio aveva la leucemia. Una forma definita 'ad alto rischio', perch resistente al cortisone", riferisce la mamma.

Una diagnosi "bastarda", soprattutto perch cercare spiegazioni non serva a nulla. "Queste malattie non guardano in faccia a nessuno - si sfoga la donna - Non hanno legami con niente, non ci sono particolari fattori di rischio tali da darti la matematica certezza che a te o a un tuo caro non possa mai accadere". Barbara si aggrappa alla speranza, alla "consapevolezza che oggi si pu guarire, che la medicina e la scienza hanno nuove armi per combattere un male che prima non dava scampo". Se dopo due anni di chemioterapia la leucemia si ripresenta, "una delle risorse il trapianto di midollo - ricorda - ma richiede un fratello o una sorella compatibili che Luca, come molti altri, non ha". Le chance di salvarsi dipendono allora "dalla generosit di uno sconosciuto o una sconosciuta che donano il midollo, o di genitori che consentono alla raccolta del cordone ombelicale del loro bambino".

Non lo stoccaggio autologo - quello che 'ipoteca' le staminali per un eventuale, futuro uso privato della cui efficacia per ora non esistono prove scientifiche, come ammonisce lo stesso Weissman - bens quella anonima che mette le preziose cellule a disposizione di chiunque ne abbia davvero bisogno. Barbara non tace la sua rabbia di fronte alle mamme della tv che raccontano orgogliose dell''assicurazione sulla vita' fatta pensando al loro beb. "Chi intenzionata a conservare il cordone del proprio bimbo dovrebbe informarsi, ma non da chi specula e ne ha fatto un business", precisa. Se lo facesse, "scoprirebbe che la conservazione autologa inutile. E nel raro numero di casi in cui pu essere fondamentale, autorizzata anche in Italia e totalmente gratuita". (segue)

(Opa/Adnkronos Salute)