Aborto: Generazione Italia - difendere vita, no a federalismo etico
Aborto: Generazione Italia - difendere vita, no a federalismo etico

Roma, 2 apr. (Adnkronos Salute) - Generazione Italia, attraverso Antonio Buonfiglio, interviene sulla polemica riguardante la Ru486. "Occorrono linee guida da parte del governo che evitino la discriminazione tra persone e territori, garantiscano minuziosamente il consenso informato e la possibilit dell'obiezione di coscienza per i medici". Tuttavia, si legge sul sito, "la scelta sulle modalit di distribuzione di un farmaco tecnicamente di competenza regionale. Pertanto, ci aspetteremmo che il dibattito tra i nuovi governatori, oggi, pi che creare un 'federalismo etico', si incentrasse sulla ricerca di un equilibrio tra l'autonomia delle Regioni e l'eguaglianza di diritti e di possibilit dei cittadini in tutto il territorio nazionale, tanto pi quando si tratta di diritti fondamentali".

"Il dibattito di questi giorni sulla Ru486 - sottolinea il sottosegretario all'Agricoltura - rischia di rimanere imbrigliato, come gi avvenuto per il testamento biologico, in una sterile contrapposizione da bipolarismo, rectius federalismo-etico. La questione, per come stata posta, svilisce la tutela della vita a slogan da coda elettorale. Fuori da ipocrisie e da proclami, si pu seriamente distinguere tra aborto chirurgico e aborto farmacologico? Si deve ragionare di una pillola o, piuttosto, di persone che, lasciate sole, hanno una pillola per ogni evenienza, da prima della culla alla tomba?", si chiede Buonfiglio.

Generazione Italia chiaramente pro life, ma, scrive Buonfiglio, "sogno una nazione senza aborti ma la soluzione va ricercata in un nuovo welfare, anche regionale, che promuova la vita, assista la maternit e riduca le cause che inducono ad una scelta comunque dolorosa. Credo nello spazio che la politica deve riprendersi nella formazione dei cittadini e non solo nella regolamentazione delle scelte dei consumatori. Dunque - continua - senza rifuggire dal problema particolare, ma affrontandolo con la dovuta sensibilit, non c' che una possibilit: rispettare la legge, e ancor prima il buon senso, senza distinguere tra aborto chirurgico e farmacologico, attraverso una ospedalizzazione che non lasci in una condizione di solitudine la donna in particolare e la famiglia in generale e che assicuri una scelta libera e consapevole con la dovuta assistenza ed il necessario pathos". Secondo Buonfiglio, serve una via di uscita "politica". Dicono i governatori: "Siamo vicini alla gente e alle tradizioni". Diciamo noi: "Siamo per la libert assistita dalla ragione e per la responsabilit personale. Del resto, come insegna da sempre la Chiesa, neppure la santit si ottiene con un semplice divieto".

(Adnk/Adnkronos Salute)