Aborto: pioniere Ru486 - ricovero punitivo, 98% donne firma dimissioni (2)
Aborto: pioniere Ru486 - ricovero punitivo, 98% donne firma dimissioni (2)
Il ginecologo, ai governatori leghisti dico informatevi e aprite gli occhi

(Adnkronos Salute) - Srebot non ha avuto vita facile. La decisione di offrire alle donne un'alternativa all'aborto chirurgico ha scatenato "grosse polemiche - racconta - ma alla fine anche gli urli disperati degli oppositori sono caduti nel vuoto e noi abbiamo continuato a lavorare". I primi mesi sono stati i pi duri: "Ho ricevuto minacce, lettere con frasi poco carine sul mio conto, recapitate direttamente in ospedale".

Il ginecologo convinto che anche la minaccia di fermare la Ru486 espressa dai governatori leghisti di Piemonte e Veneto , Roberto Cota e Luca Zaia, cadr nel vuoto. "Sono appelli che falliranno. O almeno cos mi auguro". Srebot non esclude che eventuali stop in Veneto e Piemonte possano generare fenomeni di migrazione di donne intenzionate ad abortire con la Ru486 verso la Toscana. "Ai governatori anti-Ru486, per, dico di aprire gli occhi e informarsi di pi. Le donne non devono pagare le loro scelte di principio. Abortire gi di per s una sofferenza, non aggraviamo la loro situazione".

L'ospedale di Pontedera pronto a ripartire con la somministrazione della Ru486. Si era dovuto fermare per circa 3 mesi, per il divieto di importazione che scatta nel momento in cui il farmaco entra nel prontuario nazionale, anche se di fatto non ancora disponibile sul mercato. In 5 anni, ribadisce, "mai avuto complicanze gravi. Solo qualche complicazione nel 4-5% dei casi, subito risolta". Resta per Srebot la perplessit sul ricovero. "E' una mia opinione: queste donne non trovano un ambiente idoneo in un reparto popolato da neomamme con neonati al collo. Chi parla di aborto facile non conosce la realt. A chiedere di interrompere la gravidanza spesso non la ragazzina dedita al sesso sfrenato, ma una mamma di famiglia che non pu permettersi un altro figlio".

(Lus/Adnkronos Salute)