Doping: italiani a lavoro su gene 'pompa-muscoli'
Doping: italiani a lavoro su gene 'pompa-muscoli'
Team della Sapienza, sotto la lente di ingrandimento la miostatina

Roma, 15 apr. (Adnkronos Salute) - L'Italia si prepara a combattere il doping genetico, ovvero il rischio, paventato da molti, che cellule o tasselli di Dna possano essere trapiantati in sportivi per trasformarli in 'super-atleti'. Interventi, dunque, finalizzati ad accrescere le masse muscolari dei campioni o ad aumentare il trasporto di ossigeno nel sangue cos da migliorarne le prestazioni in campo. Sotto la lente di ingrandimento degli studiosi dell'universit capitolina Sapienza, diretti da Marcello Arca e Antonio Musar, finito il gene che codifica la miostatina. "Si tratta, in poche parole - spiega lo stesso Arca all'ADNKRONOS SALUTE - di un gene che regola la crescita muscolare", vero e proprio 'pompa-muscoli' del nostro organismo.

"Bloccando infatti l'attivit di questo gene - spiega Arca, un medico internista che opera nel campo delle malattie genetiche - i muscoli proliferano, mentre la massa grassa si riduce sensibilmente". La prova, che ha indotto gli studiosi italiani a puntare la lente di ingrandimento sulla miostatina, arrivata da quello che Arca definisce un "esperimento di madre natura".

Si tratta di un ragazzino di 14 anni, finito non a caso sulle pagine del New England Journal of Medicine, con un fisico da irriducibile bodybuilder, "proprio perch - spiega lo studioso citando il caso - l'adolescente aveva un difetto genetico che bloccava l'attivit di questo gene". Da qui il timore che chi opera nel campo illecito del doping possa puntare su questo gene 'pompa-muscoli' per migliorare le performance di atleti e campioni. (segue)

(Ile/Adnkronos Salute)