Fecondazione: mons. Miglio (Cei), rispettare limiti di fronte a mistero vita
Fecondazione: mons. Miglio (Cei), rispettare limiti di fronte a mistero vita
Il vescovo di Ivrea, legge 40 non e' legge cattolica

Citt del Vaticano, 7 ott. (Adnkronos Salute) - "Ci che sta cuore ai vescovi far crescere la mentalit di rispetto delle vita umana, ma anche dei limiti che ciascuno di noi ha di fronte al mistero della vita". Con queste parole monsignor Arrigo Miglio, vescovo di Ivrea e presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali, ha risposto alle domande dei giornalisti sulla legge 40, durante la conferenza stampa di presentazione dell'appuntamento in programma a Reggio Calabria dal 14 al 17 ottobre. "Gi ai tempi del referendum - ha esordito il vescovo - abbiamo detto chiaramente che come cattolici non ci riconosciamo totalmente nella legge 40: le riserve etiche, dal punto di vista cattolico, ci sono. La legge 40 ha permesso di dare una certa regolamentazione, ma non l'abbiamo mai definita legge cattolica".

Quello che bisogna stigmatizzare, secondo monsignor Miglio, "il tipo di mentalit che c' dietro. Il punto di disaccordo di fondo - ha spiegato - che in gioco il primo comandamento: noi cattolici crediamo in Dio creatore, e nessuno autorizzato ad essere padrone della vita, ad ottenere una vita umana a qualunque costo, o peggio a sopprimerla. L'uomo non padrone della vita umana, deve tener conto del limite che noi come credenti riconosciamo". Senza contare, ha proseguito monsignor Miglio, riferendosi al dibattito attuale sulla legge 40, "le conseguenze che possono esserci, e che sicuramente ci sono, per una figlia o un figlio che non conosce il proprio padre biologico": di qui le "riserve di tipo genetico, etico, psicologico", contenute in alcune pratiche di fecondazione assistita.

"Si tratta di argomenti tutt'altro che ideologici - ha puntualizzato il vescovo - di aspetti concreti che vanno tenuti presenti, se si vuole esaminare con libert di spirito le varie soluzioni che la scienza propone". La questione, in ultima analisi, "se la scienza debba procedere a briglie sciolte, o se la ragione debba dargli dei limiti".

(Adnk/Adnkronos Salute)