Sanita': Zamboni, Ccsvi e' solo un fattore sclerosi, io non curo disabilita'
Sanita': Zamboni, Ccsvi e' solo un fattore sclerosi, io non curo disabilita'
Parla il medico ferrarese che propone l'angioplastica venosa, non voglio illudere nessuno

Goteborg, 14 ott. (dall'inviata dell'Adnkronos Salute Paola Olgiati) - "Se ai malati di sclerosi multipla dicessi 'alzati e cammina', sarei un imbroglione. L'angioplastica vascolare non cura la disabilita'" quando il danno prodotto dalla patologia e' gia' irreversibile, "ma puo’ aiutare a prevenirla, aggiungendosi a cio’ che gia' c'e'" e cioe’ ai farmaci specifici, che "non vanno sospesi". Non vuole diffondere aspettative impossibili da soddisfare Paolo Zamboni, direttore del Centro di malattie vascolari dell’universita’ di Ferrara, che da tempo ipotizza una correlazione tra sclerosi multipla e Ccsvi (insufficienza cerebrospinale venosa cronica), trattabile attraverso un intervento di angioplastica con palloncino per disostruire la vena occlusa.

Dopo il secondo pronunciamento del Consiglio superiore di sanita' (Css), secondo cui al momento e' impossibile sostenere una correlazione tra Ccsvi e sclerosi multipla, intervistato dai giornalisti italiani a margine del Congresso dell’Ectrims (Comitato europeo per la ricerca e il trattamento della sclerosi miltipla) in corso a Goteborg in Svezia, Zamboni precisa: "La sclerosi multipla e' una malattia multifattoriale e noi riteniamo semplicemente, sulla base di studi che lo dimostrano e che abbiamo pubblicato, che la Ccsvi possa essere uno dei fattori che concorrono alla malattia". Un co-fattore, quindi, che secondo Zamboni riguarda "un’ampio gruppo di pazienti con sclerosi multipla, forse il piu' numeroso", puntualizza.

"Dal punto di vista scientifico - aggiunge l'esperto - il nostro scopo non e' dimostrare che l'angioplastica venosa deve essere rimborsata dal Servizio sanitario nazionale ai malati di sclerosi, bensi' comprendere a fondo l’associazione fra le due patologie e valutare l’efficacia dell’angioplastica sui pazienti". A quest’ultimo obiettivo punta "uno studio multicentrico italiano promosso dalla Regione Emilia Romagna e coordinato da Ferrara. Fra un mese contiamo di partire".

(Opa/Adnkronos Salute)