Medicina: rischio infarto 'nascosto' si scopre con nuova tecnica (2)
Medicina: rischio infarto 'nascosto' si scopre con nuova tecnica (2)

(Adnkronos Salute) - Ci sono casi, spiega l'esperto, in cui la coronarografia classifica come non significative, dal punto di vista emodinamico, placche responsabili di futuri eventi coronarici. Nell’80% dei casi di infarto miocardico acuto, infatti, la colpa da attribuire a placche non significative dal punto di vista angiografico che, quindi, sfuggono ai test tradizionali.

Il modello diagnostico integrato messo a punto alla Mater Dei consente di scoprire proprio quei pazienti che 'sembrano' sani ma che, in realt, non lo sono. Anche di fronte a esami di routine negativi per dolore al petto, il primo passo quello dell'equipe radiologica, con la Tac coronarica 128 strati, un esame non invasivo, indicato preferibilmente dopo i 50 anni e a bassissimo dosaggio di radiazioni. L'esame altamente sofisticato mette in evidenza placche che la coronarografia da sola non vede. Se la Tac Cuore rivela la presenza di placche l’quipe cardiologica va a studiare le coronarie guardandole direttamente all’interno con sonde ecografiche intracoronariche (Intravascular Ultrasound Study-Ivus) o con un esame che sfrutta la luce di una fibra ottica e consente di vedere perfettamente le pareti della coronaria (Optical Coherence Tomography-OCT).

L'accordo stretto fra la Mater Dei di Roma e il Texas Heart Institute, inoltre, ha una ricaduta positiva sui pazienti italiani: permette uno scambio reciproco di conoscenza ed esperienza che si concretizza con la messa a punto di simposi medici di aggiornamento, discussione di casi e second opinion. I casi pi complessi saranno quindi affrontati in sinergia tra Roma e Houston al fine di mettere a punto la migliore strategia di intervento per il paziente.

(Com-Ram/Adnkronos Salute)