Medicina: rischio infarto 'nascosto' si scopre con nuova tecnica
Medicina: rischio infarto 'nascosto' si scopre con nuova tecnica
Pericoli anche con esami routine negativi, soprattutto per donne

Roma, 5 nov. (Adnkronos Salute) - Dolore al petto, ma con esami di routine nella norma e coronarografia 'senza stenosi significative'. Casi in cui il cuore appare sotto controllo ma a volte solo perch gli esami no hanno evidenziato il rischio di infarto 'nascosto'. Un pericolo soprattutto al femminile contro il quale stata messa a punto dall’equipe di Massimo Fioranelli e Paolo Pavone della Clinica Mater Dei a Roma, un 'modello diagnostico integrato' che fonde cardiologia e diagnostica per immagini, clinica e tecnologia.

Una metodologia considerata efficace anche oltreoceano e che ha portato ad un gemellaggio tra gli esperti del Texas Heart Institute di Houston e la struttura sanitaria romana, che prevede un appuntamento al mese, a distanza, per studiare i casi clinici pi complessi e quindi fondere le diverse esperienze. La tecnica, inoltre, sar al centro di un convegno internazionale organizzato dalla Mater Dei insieme al St.Luke’s Episcopal home of Texas Heart Institute di Houston e la Yale University che si inaugura luned a Roma, al Senato della Repubblica.

"Sono sempre pi frequenti i casi di pazienti, spesso donne e sempre pi giovani, che si presentano al pronto soccorso lamentando un dolore al petto - spiega Massimo Fioranelli, cardiologo, responsabile del Centro cuore della Mater Dei - e in molti casi vengono sottoposte a esami di routine e rimandate a casa perch tutto nella norma. In altri casi il quadro viene approfondito con un’angiografia coronarica che, a volte, pu dare esito negativo o meglio evidenzia stenosi (cio restringimenti delle arterie) non significative e, quindi, la donna viene tranquillizzata. Ma l’angiografia coronarica, pur restando un esame insostituibile, ha dimostrato di avere dei limiti: ci consente, infatti, di vedere l’interno dei vasi ma non la parete ed proprio qui che si forma la malattia coronarica responsabile dell’infarto". (segue)

(Com-Ram/Adnkronos Salute)