Staminali: Vescovi, finora efficaci solo terapie con cellule adulte
Staminali: Vescovi, finora efficaci solo terapie con cellule adulte

Roma, 5 nov. (Adnkronos Salute). "Finora le uniche terapie efficaci - contro leucemie, ustioni, danni alla cornea, malattie ossee - sono state realizzate con le cellule adulte". Cos il professor Angelo Vescovi, direttore scientifico dell’Istituto di genetica Mendel di Roma e dell’Istituto Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, ha aperto la seconda giornata del XXIII Congresso Internazionale dell’Ordine dei Biologi, in corso a Roma.

"Le staminali adulte - ha spiegato l'esperto - vengono dette multipotenti perche' hanno gia' avviato il processo differenziativo, ossia la capacita' di specializzarsi in un determinato tessuto. Servono a rinnovare e riparare le cellule del sangue, del muscolo e di tutti gli organi che hanno esaurito il loro ciclo vitale''. Vescovi - direttore scientifico della Biobanca di Terni, autorizzata il 26 luglio dall'Aifa per la produzione delle staminali - ha ricordato i diversi filoni su cui il suo gruppo sta lavorando, a partire dalla prossima sperimentazione, nel 2011 su pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica, che prevede il trapianto delle staminali cerebrali nel midollo spinale.

Si basa invece sull'utilizzo di nanotecnologie la ricerca che punta alla ricostruzione delle fibre neuronali, per la riparazione di lesioni, con dei microcanali fatti da staminali su supporti di nano fibre. "Le nanofibre costituiscono dei microcanali di materiale riassorbibile che servono come supporto per la crescita delle staminali. Si tratta, dunque, di una protesi composta". In una lesione complessa, continua Vescovi, " impossibile che una sola molecola possa riparare tutto, bisogna necessariamente creare protesi composte. Perch - spiega - ogni parte della protesi svolge una funzione diversa, meccanica e anche biologica, permette alla cellula di sopravvivere, e contemporaneamente di ricostruire le strutture danneggiate". Il lavoro di ricerca prosegue anche in oncologia, in particolare nei gliblastomi (tumori cerebrali) con la sperimentazione di una terapia che punta a 'riprogrammazione' delle cellule staminali impazzite che permettono la crescita del tumore.

(Ram/Adnkronos Salute)