Salute: medici per l'ambiente, divieto acqua all'arsenico e subito alternative
Salute: medici per l'ambiente, divieto acqua all'arsenico e subito alternative

Roma, 26 nov. (Adnkronos Salute) - Vietare il consumo di acqua contenete arsenico, provvedere a forme alternative di approvvigionamento per la popolazione, informare correttamente i cittadini e adottare immediatamente misure per 'dearsenificare' l'acqua potabile. Sono le richieste alle istituzioni dell'Associazione medici per l'ambiente-Isde (International Society of Doctors for the Environment), che interviene nel dibattito sulla sicurezza dell'acqua in Italia, dopo la decisione della Commissione europea dei giorni scorsi di negare altre deroghe al nostro Paese sui livelli di inquinanti tollerabili, in particolare l'arsenico.

L'Agenzia internazionale di ricerca sul cancro, ricorda l'associazione di medici ambientalisti, "classifica l'arsenico come elemento cancerogeno certo di classe 1 e lo pone in diretta correlazione con molte malattie, in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute". L'esposizione a questo veleno attraverso l'acqua, inoltre, stata associata anche a cancro del fegato e del colon. "L'assunzione cronica di arsenico - continua la nota - indicata inoltre da numerosissimi studi scientifici anche come responsabile di patologie cardiovascolari, neurologiche e neurocomportamentali; diabete di tipo 2; lesioni cutanee; disturbi respiratori; disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche".

L'Italia, spiegano i medici per l'ambiente, per le regioni le cui acque hanno contenuti di arsenico e altri elementi (fluoro, vanadio e selenio) superiori alle quantit ammesse dalla normativa europea, "fin dal 2003 ha continuamente fatto ricorso all'istituto della deroga, che ha innalzato il limite previsto e di fatto ha reso potabili per deroga acque che in realt non lo sono. I periodi di deroga, come prevede la normativa, avrebbero dovuto per avere la durata pi breve possibile, comunque non superiore ai tre anni, nei quali si sarebbero dovuti presentare ed attuare piani di trattamento delle acque e/o individuare nuove risorse idriche sostitutive, in modo da assicurare acque salubri e pulite alle popolazioni". Ma tutto questo non accaduto. Da qui le richieste dell'associazione che giudica "estremamente grave e dannoso per salute pubblica qualsiasi ulteriore richiesta di deroga a quanto prescritto dalle norme italiane ed europee".

(Ram/Adnkronos Salute)