Ricerca: Assobiotec, Governo dica no a cooperazione forzata su eurobrevetto
Ricerca: Assobiotec, Governo dica no a cooperazione forzata su eurobrevetto
Discriminerebbe le tante imprese di ricerca italiane

Roma, 26 nov. (Adnkronos Salute) - Il Governo tuteli le aziende italiane rispetto alle decisioni sull'eurobrevetto su cui in queste ore si dibatte a Bruxelles, evitando l'applicazione del sistema della 'cooperazione forzata'. Lo chiede Assobiotec, l'associazione delle aziende attive in Italia sul fronte delle biootecnologie, preoccupata perch, rispetto alla proposta di utilizzare per il deposito del brevetto tre lingue (inglese, francese e tedesco), a cui l'Italia si opposta, si ipotizza l'utilizzo del meccanismo previsto dal trattato di Lisbona che porta all'esclusione automatica dall'iniziativa degli Stati che esprimono voto contrario.

"Ci appelliamo al Governo italiano - dice Alessandro Sidoli, presidente di Assobiotec - perch compia uno sforzo per recuperare la situazione che si venuta a creare in queste ore, opponendosi alla possibilit che l'Europa avvii il meccanismo della cooperazione forzata che danneggerebbe le tante Pmi di ricerca italiane attive nelle biotecnologie, che rappresentano la spina dorsale del settore. Non possiamo permettercelo, soprattutto in questa fase storica segnata dalla crisi economica mondiale". Secondo Sidoli, "la tutela della propriet intellettuale uno strumento fondamentale per valorizzare la ricerca e gli ingenti investimenti necessari per sviluppare un prodotto o una tecnologia. Cosa tanto pi vera per le piccole imprese, le universit e gli enti no profit".

Questo il motivo per cui " di grande importanza che l’Italia respinga con fermezza il tentativo di imporre il meccanismo della cooperazione rafforzata, che costituirebbe una discriminazione per il sistema delle imprese italiane. E' comprensibile che ogni Paese voglia difendere la propria lingua, ma innegabile che oggi l'inglese la lingua del mondo della scienza. Adottarlo per il deposito del brevetto significa perci consentire un grande risparmio di costi, essenziale soprattutto per le piccole realt industriali o accademiche. Se per a questo obiettivo non fosse possibile arrivare subito, sarebbe preferibile senz'altro raggiungerlo con una tappa intermedia, quindi con l'adozione delle tre lingue. La posizione presa dal Governo italiano purtroppo ci porterebbe a subire la cooperazione rafforzata e questo sarebbe un gravissimo danno per la nostra ricerca".

(Com-Ram/Adnkronos Salute)