Tumori: Ieo, speranze contro forme neuroendocrine con tecniche integrate
Tumori: Ieo, speranze contro forme neuroendocrine con tecniche integrate
Meeting internazionale all'Irccs milanese

Roma, 30 nov. (Adnkronos Salute) - Nuove speranze per la cura dei tumori neuroendocrini, un gruppo di tumori biologicamente e clinicamente vari che possono colpire qualsiasi parte del corpo. Quando sono avanzati, e quindi non operabili radicalmente, fondamentale conoscere e utilizzare in modo integrato tutte le strategie di diagnosi, stadiazione e terapia, utilizzando tecniche innovative di medicina nucleare, procedure all'avanguardia di radiologia interventistica e nuove terapie a bersaglio molecolare, come indicano gli esperti riuniti al meeting internazionale in corso allo Ieo sulla 'Gestione multidisciplinare del paziente con tumore neuroendocrino'.

I tumori neuroendocrini nel 70% dei casi nascono nell'apparato digerente, nel 25% dei casi nel torace (soprattutto polmone) e negli altri casi in varie sedi (surrene, tiroide, tratto genito-urinario, distretto testa-collo). L'incidenza di queste malattie in rapido aumento, anche se si tratta di tumori rari. Considerando tuttavia il numero assoluto di casi all'anno, si arriva comunque a 35 casi ogni 100.000 abitanti: una cifra maggiore rispetto a quello degli adenocarcinomi (non neuroendocrini) di esofago, stomaco, fegato, pancreas e vie biliari. "All'Ieo ci occupiamo di tumori neuroendocrini dal 1996 – spiega in una nota Nicola Fazio, vice direttore senior della Divisione di oncologia medica - e il numero di pazienti trattati salito progressivamente da poche decine a diverse centinaia".

Fazio dal 1997 coordina un gruppo multidisciplinare composto da oncologi, radiologi interventisti, chirurghi, endocrinologi, endoscopisti, medici nucleari, patologi. "La nostra medicina nucleare- spiega - stata pionieristica nel mondo, poich stata tra le prime a utilizzare terapie mirate con radioisotopi, molecole 'caricate' con piccole dosi di radioattivit che irradiano selettivamente le cellule malate. Insieme ai Centri di Rotterdam e Basilea, ha contribuito a diffondere nel mondo questo tipo di metodica innovativa, altamente efficace ed a bassa tossicit". La struttura milanese ha partecipato e partecipa alla sperimentazione di nuovi farmaci contro i cosiddetti 'Net'. "Inoltre stiamo per avviare studi spontanei innovativi, come l'associazione di chemioterapia metronomica alla terapia radio-recettoriale e la valutazione biologica dell'effetto antiangiogenetico dell'everolimus e della polichemioterapia metronomica nei Net. Penso di poter affermare che siamo molto vicini alla personalizzazione della cura per ogni tipo di Net e per ogni paziente".

(Com-Ram/Adnkronos Salute)