Sanita': piu' di 1 suicidio al mese in ospedale, per lo psichiatra dati sottostimati
Sanita': piu' di 1 suicidio al mese in ospedale, per lo psichiatra dati sottostimati
Pompili, si fa ancora poco per evitarli

Roma, 30 nov. (Adnkronos Salute) - Pi di un suicidio al mese negli ospedali italiani, ma il fenomeno sicuramente "sottostimato". E purtroppo "si fa ancora molto poco per evitare" questi tragici casi anche se rappresentano il pi rilevante tra gli 'eventi sentinella', ovvero quegli episodi di particolare gravit, indicativi di un serio malfunzionamento del sistema sanitario. Lo spiega Maurizio Pompili, psichiatra coordinatore del Centro per la prevenzione del suicidio dell’ospedale Sant’Andrea di Roma, dopo la tragica morte di Mario Monicelli.

L'esperto ricorda i dati del monitoraggio del ministero della Salute - a cui ha partecipato - su tutti i tipi di 'eventi sentinella', dalla diagnosi sbagliata alla trasfusione errata, che ha censito in 18 mesi 20 casi di suicidio nelle strutture sanitarie italiane. Episodi gravi, che rappresentano il 16% di tutti questi eventi 'spia' (123 in tutto) e che si concentrano, a sorpresa, nei reparti di medicina interna (40% dei casi) e chirurgia (15%) e non come si penserebbe in psichiatria (5%). "Questo perch - spiega Pompili all'Adnkronos Salute - il suicidio non viene considerato tra i rischi, si tratta di qualcosa di inatteso". E i medici di questi reparti "sono spesso 'digiuni' di indicazioni sulla prevenzione di questi fatti tragici". A spingere i pazienti sono "diagnosi infauste o cronicit mal accettate. Ma possono esserci anche problemi psichiatrici non conosciuti o di ansia (disagio strettamente legato al rischio di suicidio) oppure di insonnia. Tutti disturbi che possono accrescere i pericoli".

Il rischio di suicido, secondo i dati, massimo nei primi giorni del ricovero e nella prima settimana dopo la dimissione. All’interno dell’ospedale possono essere considerate zone a maggior rischio le aree cliniche (Servizio psichiatrico di diagnosi e cura, reparti di Oncologia, di Ostetricia e Ginecologia e il Dipartimento di emergenza), ma anche gli spazi comuni come scale, terrazze e vani di servizio. "I pazienti che si tolgono la vita - spiega Pompili - lo fanno con l'impiccagione, utilizzando lenzuola o cinture, e soprattutto lanciandosi nel vuoto, dalle finestre o anche nelle trombe delle scale, sistema utilizzato nell'80% dei casi". (segue)

(Ram/Adnkronos Salute)