Universita': presidi Medicina bocciano riforma Gelmini
Universita': presidi Medicina bocciano riforma Gelmini
'Necessaria ma incompleta', 3 voci da Milano, Roma e Napoli

Roma, 2 dic. (Adnkronos Salute) - Se non una bocciatura, poco ci manca. La riforma dell'universit messa a punto dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - oltre a sollevare le proteste in piazza degli studenti - fa storcere il naso anche ai presidi di Facolt. Almeno a quelli di Medicina di tre prestigiosi atenei: Statale di Milano, Sapienza di Roma e Federico II di Napoli. Interpellati dall'Adnkronos Salute, Virgilio Ferruccio Ferrario, preside di Medicina all'universit degli Studi di Milano, Adriano Redler della Sapienza di Roma, e Giovanni Persico della Federico II di Napoli, hanno infatti espresso tutti i loro dubbi su una riforma "necessaria" ma che, "cos com' disegnata, alimenta molte perplessit".

A finire 'nel mirino' dei tre presidi soprattutto l'articolo della riforma che riguarda la governance. Se il testo avr il via libera di Palazzo Madama, cos com' stato approvato a Montecitorio, Senato accademico e Consiglio di amministrazione degli atenei avranno infatti ruoli pi distinti: il primo sar soprattutto un organo accademico, il secondo di amministrazione, con grossi poteri. Potr, ad esempio, decidere su apertura e chiusura dei corsi. E, novit assoluta che sta facendo assai discutere, ci sar tra i consiglieri anche una quota obbligatoria di membri esterni all'ateneo.

"Un disastro", per il preside della Facolt di Medicina della Statale di Milano, Ferrario. "A dettare le strategie - spiega - sar il Cda. Si andr verso un'organizzazione aziendalista che potrebbe anche andar bene per le piccole universit, ma non certo per un ateneo come la Statale". Dello stesso avviso il collega Persico della Facolt di Medicina della Federico II di Napoli, secondo il quale "questo tipo di gestione rischia di ricalcare quella delle Asl, dove a decidere sono i manager messi l dalla politica". Gli fa eco il preside della Facolt di Medicina e odontoiatria della Sapienza di Roma, Redler, secondo il quale questo aspetto il vero 'buco nero' della riforma. Che per il resto, sottolinea, " invece buona e condivisibile". (segue)

(Fed/Adnkronos Salute)