Tumori: leucemia, speranze dall'Italia con nuovo farmaco intelligente
Tumori: leucemia, speranze dall'Italia con nuovo farmaco intelligente
Bicocca Milano-S.Gerardo Monza testano 'erede del Glivec', riduce morti e frena progressione

Milano, 6 dic. (Adnkronos Salute) - (EMBARGO ALLE 14.00) - Dalla ricerca italiana nuove speranze contro la leucemia mieloide cronica. Un farmaco intelligente di nuova generazione - il bosutinib - promette di ridurre la mortalit e di rallentare la progressione della malattia con risultati anche superiori all'imatinib (Glivec*), primo medicinale 'al bersaglio', che negli ultimi anni ha rivoluzionato il trattamento del tumore del sangue. Lo studio, presentato a Orlando al meeting della Societ americana di ematologia, stato coordinato da un gruppo di scienziati che fa capo al Dipartimento di medicina clinica e prevenzione dell'universit di Milano-Bicocca e all'Unit di ematologia dell'ospedale San Gerardo di Monza.

La ricerca ha arruolato 502 pazienti in tutto il mondo (follow-up a 14 mesi) e ha confrontato il bosutinib con l'imatinib, il farmaco attualmente pi utilizzato per contrastare la leucemia mieloide cronica. "I risultati - spiega Carlo Gambacorti Passerini, professore associato di medicina interna alla Bicocca e responsabile del team autore dello studio - sono stati ancor pi sorprendenti se si considera che imatinib ha un'efficacia molto elevata, ed era difficile sperare di individuare una molecola che riuscisse a migliorare la performance".

La ricrescita del midollo osseo normale - riassume una nota della Bicocca di Milano - si verificata nel 79% dei pazienti trattati con bosutinib, contro il 75% del gruppo imatinib. Inoltre, bosutinib ha ottenuto una diminuzione pi profonda del numero di cellule leucemiche residue, con quasi met dei pazienti trattati (47%) che hanno ottenuto una risposta molecolare maggiore (presenza di meno di una cellula leucemica su mille), rispetto a un terzo circa (32%) dei pazienti trattati con imatinib. Ancora pi significativo - evidenziano gli esperti - il dato sui pazienti morti a causa della leucemia (passati dal 4% con imatinib all'1% con bosutinib) e sui malati in cui la leucemia progredita (diminuiti dal 10% con imatinib al 2,8% con bosutinib). (segue)

(Red-Opa/Adnkronos Salute)