Pediatria: Sip, bene multa per schiaffo a figlio ma arresto Colasante paradossale
Pediatria: Sip, bene multa per schiaffo a figlio ma arresto Colasante paradossale
Un genitore su 4 ricorre a ceffone, solo 19% si dichiara nettamente contrario

Roma, 13 set. (Adnkronos Salute) - "Che si condanni un genitore che maltratta il proprio figlio mi sembra un fatto di civilt, tanto pi se questa condanna consiste in una multa e sempre ammesso che maltrattamento ci sia stato. Quello che invece paradossale e grottesco nella vicenda accaduta a Stoccolma che si sia arrivati ad arrestare il genitore, privando il minore di chi abitualmente si occupa di lui e per giunta in un Paese straniero, con il rischio di causare un danno psicologico e uno choc di gran lunga superiori a quelli che pu provocare un ceffone". Cos il presidente della Societ italiana di pediatria (Sip), Alberto Ugazio, commenta la conclusione della vicenda che ha visto protagonista Giovanni Colasante, consigliere di Canosa arrestato e processato nei giorni scorsi in Svezia per aver tirato i capelli al figlio al figlio dodicenne, e nei cui confronti il Tribunale di Stoccolma ha oggi emesso la sentenza di condanna, con una multa di 725 euro.

La Sip - si legge in una nota - ribadisce la propria contrariet alle punizioni corporali, in piena sintonia con il Consiglio d'Europa e il Comitato Onu per i diritti dell'infanzia, anche perch, come dimostra parecchia letteratura recente, le punizioni corporali alterano la percezione della negativit della violenza fisica, abituando i bambini a giustificarla e a usarla come metodo per risolvere i conflitti tra pari. A tale proposito, aggiunge Marcello Lanari, responsabile per i Rapporti con le famiglie della Sip, "collaboriamo con Save The Children a un progetto europeo che si propone di eliminare il ricorso alle punizioni corporali anche nella famiglia. In Italia (dati Ipsos-Save the Children) un genitore su 4 ricorre al ceffone con i propri figli e solo il 19% dei genitori si dichiara nettamente contrario a questi metodi e afferma di non usarli mai".

"Stiamo facendo un'opera di sensibilizzazione - aggiunge Ugazio - verso i pediatri per la condivisione di metodi educativi che mettano al bando non solo le punizioni corporali, ma tutti i metodi di umiliazione del bambino che, oltre a provocare sofferenze, finiscono inevitabilmente col minare la sua autostima e metterlo in difficolt nei confronti degli altri. Dobbiamo promuovere la scelta di strategie educative basate sul dialogo e sulla comprensione che non significa affatto cedere ai capricci o a qualunque pretesa. Al contrario, necessario che i genitori sappiano sempre distinguere ci che bene e ci che male per il bambino e che sappiano mantenere con determinazione e serenit posizioni e regole ferme che il bambino deve imparare a riconoscere come invalicabili. Senza con ci arrivare a demonizzare un genitore che una tantum e non come scelta educativa, bens seguendo un impulso sbagliato, perde le staffe e d uno schiaffo al figlio, sentendosi poi magari in colpa per settimane".

(Com-Bdc/Adnkronos Salute)