Medicina: Alzheimer, studi promuovono pet therapy, arte e danza terapia (2)
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'Parlare si puo'', progetto per abbattere le barriere fra malato e caregiver

(Adnkronos Salute) - "L'indagine si focalizzata soprattutto sulla sfera cognitiva, emotiva e psico-relazionale dei pazienti - ha spiegato Livio Bressan, dirigente medico neurologo degli Istituti clinici di perfezionamento-Icp di Milano, coordinatore della ricerca - I risultati evidenziano un impatto molto positivo delle attivit proposte, con effetti benefici sul benessere dei pazienti e dei caregiver. Tutto ci suggerisce quanto sia fondamentale progettare percorsi integrati, capaci di favorire un approccio terapeutico che prenda in considerazione il progetto di vita di ogni singolo paziente".

"Il nostro obiettivo - ha sottolineato Cristina Manuli, presidente della Fondazione Manuli Onlus - trovare gli strumenti migliori per alleviare la sofferenza dei malati, evitando l'isolamento e combattendo il senso di impotenza che colpisce sia i pazienti che le loro famiglie. Ci auguriamo che il nostro studio possa essere ampliato al pi presto, poich basato su presupposti in cui credono anche i neurologi", ha precisato. "UniCredit Foundation - ha affermato il presidente Maurizio Carrara - guarda da tempo con grande attenzione ai risultati delle attivit della Fondazione Manuli, nella convinzione che possano diventare un modello di riferimento per aiutare tutti coloro che sono costretti a misurarsi quotidianamente con gli effetti dell'Alzheimer".

Durante l'incontro il medico e psicoterapeuta Pietro Vigorelli, docente del corso di laurea in terapia occupazionale dell'universit Statale di Milano, fondatore e presidente del Gruppo Anchise, ha presentato il progetto 'Parlare si pu'. L'obiettivo abbattere la barriera di incomunicabilit che ostacola il rapporto paziente-famiglia. "Non parla pi, si arrabbia, lo fa apposta, quando parlo non mi capisce", si lamentano molti caregiver. "Mi fa venire il nervoso, faccio tutto quello che possono e non ottengo nessun risultato", il sentimento del malato. Per accorciare le distanze, all'Isola in citt vengono organizzati 8 incontri: in 7 malati e caregiver vengono formati separatamente al dialogo, nell'ottavo si uniscono i gruppi e si valutavano i risultati. La prima fase si conclusa con successo su 10 famiglie nel primo semestre 2011, la seconda fase su altri 10 nuclei familiari ancora in corso.

(Red-Opa/Adnkronos Salute)