Ambiente: 'veleni' killer, rischi mortalita' piu' alti in 44 siti della Penisola
Ambiente: 'veleni' killer, rischi mortalita' piu' alti in 44 siti della Penisola
Secondo le stime 1.200 morti l'anno in piu' legate a sostanze inquinanti

Roma, 8 nov. (Adnkronos Salute) - Il rischio di mortalit pi alto del 15% nei siti inquinati della Penisola, rispetto alla media regionale, per le cause di morte correlate al rischio ambientale. E' uno dei risultati dello studio Sentieri (Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento), presentato oggi al 35.esimo Congresso annuale dell'Associazione italiana di epidemiologia. Lo studio ha mostrato, in particolare, un eccesso di mortalit complessivo di circa 1.200 casi l'anno, particolarmente evidente nei siti inquinati dell'Italia meridionale. Luoghi in cui i nemici della salute si chiamano diossina e amianto, ma anche petrolio, piombo, Pcb e mercurio.

Il lavoro, coordinato dall'Istituto superiore di sanit, in collaborazione con l'Universit di Roma Sapienza, il Centro europeo ambiente e salute Oms, il Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio e l’Istituto di fisiologia clinica del Cnr, durato cinque anni e ha analizzato il rischio per la salute della popolazione residente in 44 siti contaminati per i quali sono state avviate, e in alcuni casi concluse, le bonifiche ambientali. Lo studio "conferma i risultati di alcune precedenti indagini relative alla mortalit nelle aree ad elevato rischio di crisi ambientale - ha detto Enrico Garaci, presidente dell'Iss - mostrando che lo stato di salute delle popolazioni residenti nei siti esaminati appare risentire di effetti avversi pi marcati rispetto alle regioni di appartenenza. Deve essere tuttavia sottolineato il fatto che le cause di morte studiate, con rare eccezioni, riconoscono una molteplicit di fattori causali, peraltro non tutti noti".

In particolare, "la mortalit osservata nei siti contaminati risultata del 15% pi elevata di quella media regionale per le cause di morte correlate al rischio ambientale - ha continuato Garaci - ma sarebbe fuorviante e scientificamente poco valido affermare che ogni incremento della mortalit osservato possa essere attribuito all’inquinamento in uno specifico sito. Per questa ragione, in molti casi, gli elementi emersi dallo studio hanno condotto i ricercatori a formulare raccomandazioni per ulteriori studi di approfondimento". (segue)

(Red-Mal/Adnkronos Salute)