Alimenti: esperti, dolcificanti 'sotto accusa' sul web ma sicuri
Alimenti: esperti, dolcificanti 'sotto accusa' sul web ma sicuri
Sui motori di ricerca 8 siti su 10 parlano male di aspartame

Roma, 11 gen. (Adnkronos Salute) - L'utilizzo di dolcificanti non calorici non comporta rischi per la salute e bisogna risolvere lo 'scollamento' che esiste fra le informazioni che circolano nell'opinione pubblica, in primis su internet, e nella comunit scientifica. Con questo obiettivo si riuniscono oggi a Roma i principali esperti sul tema per l'incontro 'Dolcificanti intensi non calorici: focus sulla sicurezza d'impiego', organizzato con il patrocinio del ministero della Salute dall'Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica e dalla Nutrition Foundation of Italy (Nfi).

"Se inseriamo la parola chiave 'aspartame' nei motori di ricerca - ha evidenziato Andrea Poli, direttore scientifico Nfi - possiamo notare che su 10 siti 8 parlano in maniera negativa di questo dolcificante, a volte con toni terroristici. Posizioni molto diverse da quelle degli esperti. Insomma, il tam tam della rete non corrisponde con i dati della scienza ufficiale. Ma chi non ha un background adeguato dovrebbe moderare i toni della comunicazione. Il nostro compito quello di rassicurare e di far s che l'opinione pubblica coincida con quella prevalente della comunit scientifica. In una societ dove il sovrappeso e l'obesit stanno diventando un problema sempre pi diffuso, l'impiego di dolcificanti non calorici risulta molto attraente, ma bisogna affrontare i dubbi legati all sicurezza che ci sono fra i cittadini".

Tumori, problemi renali, tossicit: questi alcuni dei problemi che vengono collegati con l'utilizzo di questi prodotti, soprattutto l'aspartame. Nel 2011, dopo aver riesaminato due studi che avevano destato un'attenzione di un certo rilievo nei media, l'Efsa, autorit europea per la sicurezza alimentare, ha per concluso che queste ricerche non costituiscono motivo per riconsiderare le precedenti valutazioni sulla sicurezza dell'aspartame o di altri additivi alimentari dolcificanti autorizzati nell'Unione europea. (segue)

(Bdc/Adnkronos Salute)