Medicina: Fism non finanziera' studio Zamboni, 'pazienti delusi' (2)
Medicina: Fism non finanziera' studio Zamboni, 'pazienti delusi' (2)
La rabbia dei malati che sostengono l'angiologo

(Adnkronos Salute) - L'Aism riporta anche il commento di Roberta Amadeo, past president nazionale dell'Associazione e presidente della Conferenza delle persone con sclerosi multipla: "Prima di sottopormi chirurgicamente a trattamenti che oggi la comunit scientifica giudica ancora seriamente rischiosi, prima di azzardare di perdere tutto ci che con tenacia mi conquisto ogni giorno - dice - voglio avere sicurezze definitive sulla reale correlazione tra Ccsvi e sclerosi multipla". Perci "sostengo pienamente la decisione delle Fism di non procedere al finanziamento di Brave Dreams".

Di parere opposto sono invece i malati rappresentati dall'Associazione Ccsvi nella sclerosi multipla. "L'Aism ha definitivamente deciso: non finanzier la sperimentazione clinica guidata dal professor Paolo Zamboni, nonostante per due anni lo abbia promesso, ripetutamente e pubblicamente - sostiene l'onlus - e dopo che i suoi volontari abbiano raccolto fondi nelle piazze proprio per finanziare questo studio e, soprattutto, sebbene alcuni membri del suo comitato scientifico per due anni abbiano lavorato alla stesura di quel protocollo". Per l'Associazione Ccsvi nella sclerosi multipla, quella del Comitato scientifico Fism "una valutazione pi etica che scientifica, a fronte del parere positivo per Brave Dreams espresso da tempo dai due comitati etici di Ferrara e Bologna".

Ma "se non si finanziano studi interventistici, come sar mai possibile dimostrare il nesso causale tra Ccsvi e sclerosi multipla?", chiede l'onlus. "E' evidente che i soli studi epidemiologici non potranno dire nulla, a tal proposito. E tantomeno potr dire qualcosa lo studio epidemiologico Cosmo". Inoltre, evidenzia, "le osservazioni di Aism appaiono in palese contraddizione con quanto indicato da tutti i principali studiosi internazionali che auspicano da tempo per la Ccsvi studi numericamente ampi, e da quanto conferma la tendenza dalla ricerca internazionale, come dimostrato da almeno altri tre studi interventistici ad oggi registrati presso il National Institute of Health Usa". Insomma, "dopo tanta attesa pure la beffa, ora, di sentirsi raccontare che la ricerca non scientificamente giustificata".

(Opa/Adnkronos Salute)